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L’International Pen Friends festeggia i suoi 40 anni di vita: 1967-2007 luglio 28, 2007

Posted by Andrea in amici di penna, corrispondenza, International Pen Friends, IPF, scrivere.
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L’International Pen Friends (IPF) fu creata il 7 Aprile 1967 da Mr. Neil O’Donnell il cui scopo era quello di promuovere la pace nel mondo attraverso la corrispondenza epistolare e di fornire l’opportunità di dare amici di penna di tutti i gruppi di età da tutto il mondo.

L’IPF nacque in una piccola abitazione di Dublino. Grazie all’impegno e alla dedizione di Neil, la sua agenzia divenne una rete globale e la sede centrale, il piccolo appartamento fu rimpiazzato da un ufficio con computers e l’IPF divenne la più grande organizzazione di amici di penna nel mondo, avendo fornito più di 1 milione e ½ di amici di penna di età compresa tra gli 8 e gli 80 anni. Molte volte l’IPF ha dovuto lavorare estremamente dura per vincere i problemi politici ed economici di alcuni paesi per poter avere soci in tutti i paesi del mondo.

Nel 2001, in seguito al ritiro a vita privata di Neil, Mrs Julie Delbridge è stata nominata Presidente dell’IPF, per questo il trasferimento della sede centrale da Dublino in Australia. Julie entrò nell’IPF come socia per la prima volta nel 1979 e fu nominata agente nel 1982, dal 1990 infine ha lavorato come Coordinatrice per l’Australia fino a quando nel 2001 è divenuta Presidente.

L’IPF non è un’associazione politica, né di settore e dà il benvenuto a tutte le persone senza alcuna discriminazione.

Produce la sua rivista internazionale in lingua inglese chiamata People and Places e assegna un premio di 200 Dollari USA per il miglior articolo pubblicato su ogni numero.

Ha una sua divisione di scambio francobolli per i soci appassionati di filatelia.

E’ un’associazione di amici di penna non un’agenzia matrimoniale.

Fornisce un servizio in inglese, francese, italiano, spagnolo, portoghese e tedesco.

Fornisce un servizio per scuole e/o gruppi di giovani. Moltissimi insegnanti contattano l’IPF perché trovano che i loro studenti non migliorino nella capacità di scrivere con lo scambio di e-mail. Queste capacità migliorano invece scrivendo lettere tradizionali.

L’avanzamento della tecnologia come Internet non ha avuto effetti negativi sulle iscrizioni all’IPF

– l’IPF utilizza Internet dal 1996 – Il nostro sito internet: www.ipfeurope.com

Mentre l’IPF promuove l’arte di scrivere lettere ,resta al tempo stesso al passo con la tecnologia, molti soci dell’IPF scambiano messaggi e-mail.

L’IPF ha la sua rete mondiale di agenti in tutto il mondo, il compito degli agenti è quello di assistere i nuovi iscritti riguardo tutti gli aspetti dell’associazione.

Una lettera da un amico può rallegrare il tuo giorno più noioso!

Per maggiori informazioni visita il sito dell’International Pen Friends: www.ipfeurope.com

PUBBLICITA’ INGANNEVOLE – MAGGIORI SANZIONI PER CHI LA PRATICA luglio 26, 2007

Posted by Andrea in antitrust, catricalà, codice del consumo, consumatori, disegno di legge, franca rame, generazione attiva, idv, mercato, pubblicità, pubblicità ingannevole, sanzioni.
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Lo prevede un Disegno di Legge presentato dalla Sen. Franca Rame (IDV) accogliendo così i rilievi di Generazione Attiva, ripresi anche dall’Antitrust.

 

Roma – 26 Luglio 07  Quello della pubblicità ingannevole è un problema più volte denunciato da Generazione Attiva che ha lamentato l’inadeguatezza delle “multe” previste dal Codice del Consumo  (Decreto legislativo 2005/206) che ha come limite massimo di sanzione pecuniaria 100,000 Euro.

In altri paesi come ad esempio la Francia la sanzione va in proporzione alla somma spesa dall’azienda per la pubblicità in oggetto e questo limite invece previsto nel nostro ordinamento di fatto non c’è. Sempre in Francia, di recente, al Gruppo di grande distribuzione Carrefour sono stati richiesti diversi milioni di Euro di sanzione amministrativa per pubblicità ingannevole.
In Italia nella stragrande maggioranza dei casi le sanzioni dell’Antitrust per pubblicità ingannevole non arrivano quasi mai alla cifra massima prevista di 100.000 Euro.
Anche quando quest’ultima arriva al limite massimo previsto dal Codice del Consumo questo non disincentiva le aziende, che invece sono molto spesso recidive.

I vantaggi che ne traggono dalla pubblicazione del messaggio ingannevole sono, infatti, maggiori rispetto al rischio di un eventuale sanzione il cui importo è sempre irrisorio rispetto al fatturato della grande azienda. Per un’azienda che fattura diversi milioni/miliardi di Euro 100,000 Euro sono poca cosa.
Lo stesso Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, facendo propri i rilievi di Generazione Attiva ha chiesto un intervento in tal senso al legislatore:
(stralcio della presentazione relazione annuale antitrust a Montecitorio del 26 giugno 2007 – pubblicità ingannevole) […] “Nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell’Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all’effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento di poter intervenire d’ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria”.

Il ddl presentato dalla Senatrice Franca Rame intende fare proprie le preoccupazioni di Generazione Attiva e dell’Autorità Antitrust e propone l’introduzione di nuove sanzioni che generino un effetto deterrente nei confronti delle campagne pubblicitarie ingannevoli ai danni del cittadino.
Si propone, quindi, una modifica al D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, recante il “Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229”. Le modifiche proposte vanno ad operare sull’articolo 26 – Tutela amministrativa e giurisdizionale – e intendono rapportare la sanzione comminata dall’autorità al costo della campagna pubblicitaria, incrementando quindi il limite massimo della sanzione attualmente previsto e rendendo di fatto vani gli effetti di una campagna pubblicitaria ingannevole. 

Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori, ringrazia, attraverso il suo Presidente Andrea D’Ambra la Senatrice Rame per aver accolto le istanze dei consumatori con la presentazione di questo DDL.

Il disegno di legge può trovare ancora spunti per essere emendato con misure a favore dei consumatori come quella che preveda la destinazione di parte dei proventi derivanti dalle sanzioni inflitte dall’Antitrust, anche a quelle associazioni che, pur non facendo ancora parte del CNCU, con denunce all’Authority contribuiscono in modo essenziale all’attività di quest’ultima e ancora con la determinazione della sanzione oltre che al costo dell’eventuale campagna pubblicitaria (già previsto nel DDL) anche e soprattutto al fatturato dell’azienda che commette pubblicità ingannevole.

 

Mi auguro, conclude D’Ambra, che Governo e tutto il Parlamento facciano la propria parte in modo tale che tale DDL trovi il più largo consenso affinché queste modifiche vengano approvato al più presto. Tutto ciò a vantaggio dei consumatori e del mercato.

TESTO DDL PRESENTATO DALLA SENATRICE FRANCA RAME (IDV)

Art. 1.
Il comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229 è sostituito dal seguente:
“7. Con la decisione che accoglie il ricorso l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria rapportata al costo della campagna pubblicitaria, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli articoli 24 e 25 la sanzione è inoltre rapportata al danno stimato a carico dei consumatori. L’Autorità può disporre inoltre la rettifica pubblica del messaggio a carico del soggetto sanzionato.

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Generazione Attiva

Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori

www.generazioneattiva.it

 

 

Lettera di Salvatore Borsellino luglio 19, 2007

Posted by Andrea in 19 luglio, 1992, borsellino, coraggio, eroi, mafia, martiri, salvatore borsellino, stato, stragi, via d'amelio.
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Oggi ricorre il quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino. Voglio ricordarlo con una lettera di suo fratello Salvatore.

19 Luglio 1992 : Una strage di Stato.

“Per anni, dopo l’estate del 1992 sono stato in tante scuole d’Italia a parlare del sogno di Paolo e Giovanni, a parlare di speranza, di volontà di lottare, di quell’alba che vedevo vicina grazie alla rinascita della coscienza civile dopo il loro sacrificio, dopo la lunga notte di stragi senza colpevoli e della interminabile serie di assassini di magistrati, poliziotti e giornalisti indegna di un paese cosiddetto civile.
Poi quell’alba si è rivelata solo un miraggio, la coscienza civile che purtroppo in Italia deve sempre essere svegliata da tragedie come quella di Capaci o di Via D’Amelio, si è di nuovo assopita sotto il peso dell’ indifferenza e quella che sembrava essere la volontà di riscatto dello Stato nella lotta alla mafia si è di nuovo spenta, sepolta dalla volontà di normalizzazione e compromesso e contro i giudici, almeno contro quelli onesti e ancora vivi, è iniziata un altro tipo di lotta, non più con il tritolo ma con armi più subdole, come la delegittimazione della stessa funzione del magistrato, e di quelli morti si è cercato da ogni parte di appropriarsene mistificandone il messaggio.
Per anni allora ho sentito crescere in me, giorno per giorno, sentimenti di disillusione, di rabbia e a poco a poco la speranza veniva sostituita dalla sfiducia nello Stato, nelle Istituzioni che non avevano saputo raccogliere il frutto del sacrificio di quegli uomini, e allora ho smesso di parlare ai giovani convinto che non era mio diritto comunicare loro questi sentimenti, soprattutto che non era mio diritto di farlo come fratello di Paolo che, sino all’ultimo momento della sua vita, aveva sempre tenuto accesa dentro di sé, e in quelli che gli stavano vicino, la speranza, anzi la certezza, di un domani diverso per la sua Sicilia e per il suo Paese.
Per anni allora non sono neanche più tornato in Sicilia, rifiutandomi di vedere, almeno con gli occhi, l’abisso in cui questa terra era ancora sprofondata, di vedere, almeno con gli occhi, come tutto quello contro cui Paolo aveva lottato, la corruzione, il clientelismo, la contiguità fossero di nuovo imperanti, come nella politica, nel governo della cosa pubblica, fossero riemersi tutti i vecchi personaggi più ambigui, spesso dallo stesso Paolo inquisiti quando ancora in vita, e nuovi personaggi ancora peggiori dato che ormai oggi essere inquisiti sembra conferire un’aureola di persecuzione e quasi costituire un titolo di merito.
Da questa mia apatia, da questo rinchiudermi in una torre d’avorio limitandomi a giudicare ma senza più volere agire, sono stato di recente scosso da un incontro illuminante con Gioacchino Basile, un uomo che ha pagato sempre di persona le sue scelte, che, all’interno dei Cantieri Navali di Palermo e della Fincantrieri, ha sempre condotto, praticamente da solo e avendo contro lo stesso sindacato, quella lotta contro la mafia che sarebbe stata compito degli organismi dello Stato, Stato che invece, secondo le sue circostanziate denunce, intesseva accordi con la mafia trasformando le Partecipazioni Statali in un organismo di partecipazione al finanziamento e al potere della mafia in Sicilia.
I fatti riferiti in queste denunce, di cui Paolo Borsellino si era occupato nei giorni immediatamente precedenti il suo assassinio, sono state oggetto di una “Relazione sull’infiltrazione mafiosa nei Cantieri Navali di Palermo” da parte della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia (relatore on. Mantovano) ma come purtroppo troppo spesso succede in Italia con gli atti delle commissioni parlamentari, non hanno poi avuto sviluppi sul piano parlamentare mentre su quello giudiziario, come sempre succede quando si passa dalle indagini sulla mafia a quello sui livelli “superiori”, hanno subito la consueta sorte dell’archiviazione.
Gioacchino Basile è convinto che l’interesse personale che Paolo gli aveva assicurato nell’approfondimento di questo filone di indagine e l’averne riferito in uno dei suoi incontri a Roma nei giorni immediatamente precedenti la sua morte, sia il motivo principale della “necessità” di eliminarlo con una rapidità definita “anomala” dalla stessa Procura di Caltanissetta e che la sparizione di questo dossier dalla borsa di Paolo sia stata contestuale alla sottrazione dell’agenda rossa.
Per parte mia io credo che questo possa essere stato soltanto uno dei motivi, all’interno del più ampio filone “mafia-appalti” che lo stesso Paolo aveva fatto intuire fosse il motivo principale dell’eliminazione di Giovanni Falcone insieme alla sua ormai certa nomina a Procuratore Nazionale Antimafia.
Il motivo principale credo invece sia stato quell’accordo di non belligeranza tra lo Stato e il potere mafioso che deve essergli stato prospettato nello studio di un ministro negli incontri di Paolo a Roma nei giorni immediatamente precedenti la strage, accordo al quale Paolo deve di sicuro essersi sdegnosamente opposto.
Su questi incontri, che Paolo deve sicuramente aver annotato nella sua agenda scomparsa, pesa un silenzio inquietante e l’epidemia di amnesie che ha colpito dopo la morte di Paolo tutti i presunti partecipanti lo ha fatto diventare l’ultimo, inquietante, segreto di Stato, come inquietanti sono i segreti di Stato e gli “omissis” che riempiono le inchieste su tutte le altre stragi di Stato in Italia.
Ma il vero segreto di Stato, anche se segreto credo non sia più per nessuno, è lo scellerato accordo di mutuo soccorso stabilito negli anni tra lo Stato e la mafia.
A partire da quando i voti assicurati dalla mafia in Sicilia consentivano alla Democrazia Cristiana di governare nel resto dell’Italia anche se questo aveva come conseguenza l’abbandono della Sicilia, così come di tutto il Sud al potere mafioso, la rinuncia al controllo del territorio, l’accettazione della coesistenza, insieme alle tasse dello Stato, delle tasse imposte dalla mafia, il pizzo e il taglieggiamento.
E, conseguenza ancora più grave, la rinunzia, da parte dei giovani del sud, alla speranza di un lavoro se non ottenuto, da pochi, a prezzo di favori e clientelismo e negato, a molti, per il mancato sviluppo dell’ industrializzazione rispetto al resto del paese.
A seguire con il “papello” contrattato da Riina con lo Stato con la minaccia di portare la guerra anche nel resto del paese (vedi via dei Georgofili e via Palestro), contrattazione che è stata a mio avviso la causa principale della necessità di eliminare Paolo Borsellino, e di eliminarlo in fretta.
A seguire, infine, con l’individuazione di nuovi referenti politici dopo che le vicende di tangentopoli aveva fatto piazza pulita di buona parte della precedente classe politica e dei referenti “storici”.
Accordi questi che costituiscono la causa del degrado civile di oggi dove si consente che indagati per associazione mafiosa governino la Sicilia e dove, a livello nazionale, cresce, almeno nei sondaggi, il consenso popolare verso chi ha probabilmente adoperato capitali di provenienza mafiosa per creare il proprio impero industriale con annesso partito politico.
Come possono allora chiamarsi “deviati” e non consoni all’essenza stesso di questo Stato quei “Servizi” che, per “silenzio-assenso” del capo del Governo o su sua esplicita richiesta, hanno spiato magistrati ritenuti e definiti “nemici” nei relativi dossier e addirittura convinto altri magistati a spiare quei loro colleghi che, sempre negli stessi dossier, venivano definiti come “nemici”, “comunisti” e “braccio armato” della magistratura, con un linguaggio che non è difficile ritrovare negli articoli di certi giornali e nelle dichiarazioni di certi poltici.
Giaocchino Basile mi dice che sarebbe mio diritto “pretendere” dallo Stato di conoscere la verità sull’assassinio di Paolo, ma da “questo” Stato, dal quale ho respinto “l’indennizzo” che pretendeva di offrirmi quale fratello di Paolo, indennizzo che andrebbe semmai offerto a tutti i giovani siciliani e italiani per quello che gli è stato tolto, sono sicuro che non otterrò altro che silenzi.
Gli stessi silenzi, lo stesso “muro di gomma”, che hanno dovuto subire i figli del Generale Dalla Chiesa, i parenti dei morti in quella interminabile serie di stragi, la strage di Portella della Ginestra, la strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza della Loggia, la strage del Treno Italicus, la strage di Ustica, la strage di Natale del rapido 904, la strage di Pizzolungo, le stragi di Via dei Georgofili e di Via Palestro, delle quali oggi si conoscono raramente gli esecutori, mai i mandanti e spesso neanche il movente, susseguitesi mentre nel nostro Sud, grazie alla latitanza delle altre istituzioni dello Stato, uno dopo l’altro venivano uccisi tutti i Magistrati e i rappresentanti delle forze dell’ordine che della lotta alla mafia avevano fatto la propria ragione di vita, in una tragica sequenza che non ha eguali in nessuno degli altri paesi del mondo cosiddetto civile.
Io mi chiedo invece, con amarezza , di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, ad essa legati, perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l’impunità di decine di “capi mandamento” che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia.
Da parte mia sono certo che non riuscirò a conoscere la verità in quel poco che mi resta da vivere dato che, a 65 anni, sono solo un sopravvissuto in una famiglia in cui mio padre, il fratello di mio padre, mio fratello, sono tutti morti a 52 anni, i primi per cause naturali, l’ultimo perché era diventato un corpo estraneo allo Stato le cui Istituzioni egli invece profondamente rispettava (sempre le Istituzioni, non sempre invece quelli che le rappresentavano).
Spero soltanto che, in questo anniversario, mi siano risparmiate la vista e le parole dei tanti ipocriti che oggi piangono su Paolo e Giovanni quando, se fossero ancora in vita, li osteggerebbero accusandoli, nella migiore della ipotesi , di essere dei “professionisti dell’antimafia” o li farebbero addirittura spiare da squallidi personaggi come Pio Pompa come “nemici” o come “braccio armato della magistratura” .
Chiedo solo, in questa occasione, di avere delle risposte ad almeno alcune delle tante domande, dei tanti dubbi che non mi lasciano pace.
Chiedo al Proc. Pietro Giammanco, allontanato da Palermo dopo l’assassinio di Paolo, ma promosso ad un incarico più alto piuttosto che rimosso come avrebbe meritato, perché non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per Via D’Amelio.
Eppure nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l’incolumità di Paolo Borsellino, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 Luglio: “è arrivato in città il carico di tritolo per me”.
A meno che, come affermato dal Sen. Mancino in un suo intervento del 20 Luglio alla camera, anche lui credesse che “Borsellino non era un frequentatore abituale della casa della madre” : infatti vi si recava appena almeno tre volte alla settimana!
La stessa domanda inoltro all’allora prefetto di Palermo Mario Jovine anche se la risposta ritiene di averla già data con l’affermazione fatta in quei giorni: “Nessuno segnalò la pericolosità di Via D’Amelio” .
Affermazione palesemente risibile : in quei giorni si erano susseguite le segnalazioni di possibili attentati a Paolo Borsellino e bastava interrogare gli stessi agenti della scorta, cinque dei quali morti insieme a lui, per sapere quali erano i punti più a rischio.
Chiedo alla Procura di Caltanissetta, e in particolare al gip Giovanbattista Tona, il motivo dell’archiviazione delle indagini relative alla pista del Castello Utveggio: eppure proprio da questo luogo partirono, subito dopo l’attentato, delle telefonate dal cellulare clonato di Borsellino a quello del dott.Contrada, oggi finalmente condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per collusione e favoreggiamento.
Chiedo alla stessa Procura di Caltanissetta, e sempre allo stesso gip Giovanbattista Tona, i motivi dell’archiviazione dell’inchiesta relativa ai mandanti occulti delle stragi.
Per un’altra archivazione, quella relativa alle vicissitudini del fascicolo Fincantieri ho già inoltrato richiesta di chiarimenti in via ufficiale.
Chiedo alla Procura di Caltanissetta di non archiviare, se non lo ha già fatto, le indagini relative alla sparizione dell’agenda rossa di Paolo e di chiarire il coinvolgimento dei tutte le persone, dei servizi e non, in essa coinvolte.
Chiedo soprattutto al sen. Nicola Mancino, del quale ricordo, negli anni immediatamente successivi al 1992, una sua lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, lacrima che mi fece indignare al punto da alzarmi ed abbandonare la sala, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte.
O spiegarci perché, dopo avere telefonato a Paolo per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Poliza dott. Parisi e il dott. Contrada, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente. Altrimenti, grazie alla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, non saremo mai in grado di saperlo.
E in quel colloquio si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D’Amelio.”
Salvatore Borsellino

I due post censurati luglio 17, 2007

Posted by Andrea in censura, emilio fede, europa7, guardia di finanza, libertà di espressione, piero ricca, rete4, tg4.
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Riprendo l’appello lanciato da cronachedamileto.blogspot.com, che invita i bloggers a difendere la libertà di espressione contro la censura del blog di Piero Ricca, reo di aver contestato Emilio Fede, ripubblicando i due post censurati e invito tutti i bloggers a fare lo stesso.

Emilio Fede

April 17, 2007 on 1:35 pm

Anche Emilio Fede annuncia querela. Ieri sera l’ho incrociato insieme ad alcuni amici al circolo della stampa di Milano. L’occasione era un “incontro con il direttore” organizzato dal Giorno. Sul marciapiede gli abbiamo posto la questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete 4. Lui ha risposto con un tentativo di sarcasmo, dicendo che per quel motivo s’era dimesso il giorno stesso. Poi mi ha dato dell’imbecille. A quel punto il mio amico Paolino “Napalm” non ha trattenuto lo sdegno ed è iniziata un’animata discussione. Abbiamo ampiamente criticato la cialtroneria e il servilismo del personaggio, la sua incompatibilità con le regole minime del giornalismo. Tinto e inceronato, Fede era protetto da quattro guardaspalle, tra i quali il gestore di un locale di lap dance. Simulava reazioni fisiche, sgranava i dentoni finti a mo’ di sfottò. Ha cercato di impedirmi di filmare. Poi mi ha sputato addosso dall’alto di una rampa di scale. Nuovo parapiglia. Sono stato impietoso: ho accennato alle meteorine a pagamento, ai debiti da gioco, al cerone che colava, alla tintura di capelli da anziano gagà. Ai reali interessi e allla pagliacceria anche fisica, insomma, di personaggetti portati in alto dalla miseria dei tempi. Nel parapiglia ho più volte evocato Enzo Biagi, cacciato come un “criminale” da un ducetto che ha definito il suo dipendente Fede “un baluardo della libertà di informazione”. Il baluardo ha fatto chiamare la polizia ed è rimasto lì in attesa, sempre attorniato dai guardiani. Mentre lo criticavo, provava ad avvicinarsi alla ricerca della rissa, e ogni tanto lanciava qualche velata minaccia: voglio sapere chi siete, ce la vedremo in privato. Certe amicizie si fanno valere nel momento del bisogno. Tutto il circolo della stampa, nell’androne, assisteva allo spettacolo. A un certo punto è arrivata la gendarmeria, con ampio schieramento: carabinieri e polizia, quattro o cinque pattuglie. Hanno identificato noi e non lui, come pure ho richiesto. I potentucoli e i loro servi meritano sempre un occhio di riguardo dalla forza pubblica. Abbiamo filmato tutto e ora sentiremo il nostro pool di avvocati prima di mettere il nastro on line. Durante la conferenza, il lele mora del giornalismo è tornato sul tema, dicendo che in fondo avevamo rappresentato un diversivo, che eravamo dei centri sociali, che parlavamo sotto effetto di droghe, che dalle contestazioni al terrorismo il passo è breve, che meritavamo 500 euro, che venivamo da qualche antro e passavamo le notti sotto i ponti. Cose così. Poi ha annunciato querela, pur senza farsi illusioni sulla libertà di giudizio delle toghe rosse. L’attendo con serenità, anzi la esigo. Sarebbe la seconda: dopo la denuncia del padrone, quella del servo. Mi piacerebbe ribadire in un’aula di giustizia che queste cosiddette “contestazioni” non sono altro che sanzioni reputazionali, non immediatamente comprensibili e tanto più necessarie in un ambiente senza etica.

Qui trovate una tendenziosa cronachetta del Quotidiano Nazionale.

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Emilio Fede/lo sputo 

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April 28, 2007 on 12:24 pm

Il guardaspalle e occasionale portavoce di Emilio Fede si chiama Leo Peschiera. Gestore di locali di lap dance e altro. Il vero protagonista della piazzata al circolo della stampa è lui. Si distingue per una sublime e involontaria comicità. E poi ha il fisico giusto, con tanto di rasatura laterale.
Siamo tutti in attesa della querela annunciata dal direttore del tg4. Per lui non siamo altro che “mascalzoni”, come ha detto in tv. In piazza tuttavia ha promesso di difendere il suo onore in privato, “senza carabinieri né polizia”.
Ecco un nostro video dell’incontro, dove si nota, oltre alla velata minaccia, anche la risposta alla nostra domanda iniziale (sulle frequenze abusive di Rete 4) e il successivo sputo dalle scale. Defilate e immancabili le giovani accompagnatrici.

VIDEO

ALCOL/GUIDA – GENERAZIONE ATTIVA A MILANO MARITTIMA PER SENSIBILIZZARE I GIOVANI luglio 16, 2007

Posted by Andrea in alcol, anna bartolini, cerviauxilia, commissione europea, consumatori, croce rossa italiana, generazione attiva, giovani, guida, milano marittima, riviera romagnola, unione europea.
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Presenti tra gli altri, insieme con Andrea D’Ambra, Presidente dell’Associazione, la Dott.ssa Anna Bartolini, rappresentante italiana nel Consiglio Europeo dei Consumatori, l’associazione di medici volontari CerviAuxilia, gestori di locali ,tossicologi e rappresentanti la Croce Rossa Italiana.

Milano Marittima – 15 Luglio 2007 – Ottima partecipazione di pubblico ieri sabato sera a Milano Marittima in uno dei posti più frequentati dai giovani della Riviera Romagnola la manifestazione intitolata “Liberi di bere, liberi di vivere” iniziativa principalmente rivolta ai giovani per sensibilizzare questi ultimi contro l’abuso di alcol e i rischi connessi e allo scopo di sostituire i drink alcolici con bevande “bio” a base di frutta e verdura.

Alla manifestazione ha partecipato anche Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori, rappresentata dal Presidente Andrea D’Ambra, la Dott.ssa Elena Alessandrini CerviAuxilia, Onlus di volontariato composta da medici con interventi in Italia e all’Estero, la Dott.ssa Anna Bartolini, rappresentante italiana nel ECCG (Consiglio consultivo dei consumatori della UE), che ha chiarito ciò che l’Europa ha fatto finora e come intende operare in futuro, oltre ad alcuni membri della Croce Rossa Italiana.

Durante la serata i vari partecipanti hanno avuto modo di illustrare i vari aspetti legati al fenomeno dell’alcol tra i giovani. Andrea D’Ambra ha presentato i risultati del sondaggio-inchiesta realizzato da Generazione Attiva con il sostegno dell’Unione Europea (DG SANCO) e che saranno a breve disponibili sul sito dell’associazione ( www.generazioneattiva.it ) E’ stato inoltre proiettato un video realizzato da Dario Bartolini che introduceva all’apertura degli spazi “bio” e analcolici negli street bar di Milano Marittima.

Alla luce dei tragici avvenimenti di cronaca che purtroppo vediamo ripetersi quotidianamente, legati all’abuso di alcol nei giovani è quanto mai attuale e urgente intervenire in modo serio.

Questo può essere fatto secondo Generazione Attiva attuando campagne di comunicazione/sensibilizzazione, creando alternative, che i giovani dimostrano di apprezzare, insieme con la valutazione di modifiche alla normativa vigente nei confronti di chi si rende colpevole di tali azioni, per le quali ogni anno 4mila giovani vite, così come hanno già fatto negli altri paesi Europei e mettendo in atto politiche di salvaguardia della salute pubblica.

Generazione Attiva, unica associazione di consumatori italiana fondata da giovani e costituita per la gran parte da questi ultimi, è del parere, insieme con la Commissione Europea, che azioni volontarie condotte e gestite proprio da giovani possano fornire un valido contributo per dare suggerimenti che partano proprio dai diretti interessati.

 

Le foto della manifestazione, il video della serata nonché i risultati del sondaggio realizzato dall’Associazione saranno a breve disponibili sul sito www.generazioneattiva.it

 

Generazione Attiva

Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori

www.generazioneattiva.it

PIERORICCA.ORG BLOCCATO DALLA FINANZA/2 luglio 11, 2007

Posted by Andrea in censura, diritti, emilio fede, europa7, finanza, giustizia, informazione, libertà, piero ricca, rete quattro, rete4, sequestro, tg4.
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Il video dello “scontro” Piero Ricca – Emilio Fede comprensivo di sputo di quest’ultimo

Altri video di Piero

Piero mi scrive ancora:

Emilio Fede mi ha querelato e la finanza ha cambiato le chiavi di accesso al mio blog, impedendomi di pubblicare nuovi articoli.
Il blog mi è stato chiuso su richiesta del pubblico ministero romano Giuseppe Saieva, con atto del gip Cecilia Demma. Il “sequestro preventivo” mi è stato notificato alle 14,00 di oggi 10 luglio da due agenti del “nucleo speciale contro le frodi telematiche” della guardia di finanza, venuti appositamente dalla capitale. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la contestazione al circolo della stampa di Milano del 16 aprile 2007.
In esecuzione del medesimo provvedimento è stato cancellato dal blog un mio articolo relativo alla vicenda Fede e i commenti a margine dei lettori. Per motivi tecnici non è stato possibile, come pure era stato richiesto dall’autorità giudiziaria, togliere il video da youtube. Non si è arrivati all’oscuramento totale del blog, che pure era stato prospettato nel decreto di sequestro preventivo, solo perché gli agenti della finanza hanno adottato la soluzione di modificare la mia password di amministratore di www.pieroricca.org, previa missione mattutina a Sarzana (La Spezia), sede legale della società di gestione del blog.
Naturalmente farò immediata richiesta di dissequestro.
E mi riservo di querelare a mia volta il signor Fede. Ricordo infatti che la contestazione ebbe come antefatto una mia domanda (sul caso Europa 7 e le frequenze abusivamente occupate da Rete 4), alla quale il direttore del tg4 rispose dandomi dell’ “imbecille”. Per non parlare dello sputo che mi indirizzò nell’androne del circolo della stampa, come testimonia il video reperibile all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=5KbGNQwO7es

Con il querelante ci confronteremo dunque in tribunale, magari davanti a qualcuno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo adorato datore di lavoro.
Sarò lieto di farmi processare un’altra volta per aver espresso opinioni condivise dalle persone che stimo.
Nel frattempo non smetterò di interpellare e criticare i personaggi pubblici che non stimo, esercitando il mio diritto-dovere di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici del gruppo Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Ringrazio fin d’ora chi vorrà far circolare questo comunicato.

Piero Ricca

Il Caso Europa 7

AGGIORNAMENTO DELLE 17.35

Qui trovate un video girato questa notte nel cuore di Milano, con un appello ai blogger in merito alla querela di Emilio Fede e i conseguenti strascichi sulla mia (e virtualmente di ciascuno) libertà di comunicare in rete.

Fatelo girare.

Appena risolveremo un increscioso problema tecnico lo metteremo sul nuovo sito di Qui Milano libera.

Per ora pieroricca.org, che non posso più aggiornare, ha difficoltà di gestione per eccesso di contatti…

A presto, Piero

http://it.youtube.com/watch?v=H–4qyu5sSY

PIERORICCA.ORG BLOCCATO DALLA FINANZA luglio 10, 2007

Posted by Andrea in censura, diritti, emilio fede, europa7, giustizia, informazione, libertà, piero ricca, qui milano libera, rete quattro.
24 comments

https://i2.wp.com/www.beppegrillo.it/archives/fotografie/censura.gif

Ricevo da Piero Ricca e pubblico, invito a diffondere il piu’ possibile.

Chi è su Milano può partecipare ATTIVAMENTE alle iniziative sue e del gruppo Qui Milano Libera.

Non riesco a crederci…. sapevo che prima o poi avrebbero cercato in tutti i modi di “bloccarlo”… una persona scomoda… che si batte per la legalità e la giustizia…

Tutta la mia solidarietà a Piero!

PIERORICCA.ORG SITO BLOCCATO DALLA FINANZA

Sono Piero Ricca.

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG. Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un “sequestro preventivo” notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del “nucleo speciale contro le frodi telematiche”, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentta da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa. Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro. Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d’ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro.
E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti. A presto, Piero

Il video dello “scontro” Piero Ricca – Emilio Fede comprensivo di sputo di quest’ultimo

Altri video di Piero

GENERAZIONE ATTIVA: “BENE INDAGINE ANTITRUST SU PREPAGATE” luglio 2, 2007

Posted by Andrea in antitrust, banche, carte, concorrenza, consumatori, generazione attiva, indagine, mediaset premium, mercato, postepay, prepagate, ricaricabili.
11 comments

https://i2.wp.com/www.fotoepensieri.com/images/carta_postepay.jpgL'immagine “https://i0.wp.com/www.freeshop.sm/catalog/products/ricaricabile_mediaset.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.L'immagine “https://i2.wp.com/www.carte-di-credito.net/images/0/0c/Carta-soldiintasca-sanpaolo.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Ischia (NA) – 2 Luglio 2007 – L’Associazione in difesa dei Consumatori “Generazione Attiva” accoglie con favore l’apertura da parte dell’Antitrust di un’indagine sulle carte prepagate.


Ciò dopo che la nostra associazione aveva inviato un proprio esposto nel quale si evidenziava la sospetta posizione dominante di Mediaset con le ricaricabili “Mediaset Premium” che inoltre conservano una scadenza.“Come rileva anche l’Antitrust il consumatore, anticipando il denaro per acquisto da effettuare in futuro, si pone in condizione di debolezza nella quale è ancora piu’ facile subire azioni di sopruso da parte delle aziende emittenti a cui le prepagate fanno capo” commenta Andrea D’Ambra.

Generazione Attiva chiede all’Authority Garante della Concorrenza e del Mercato di esaminare, oltre alle norme che fanno capo alla scadenza e al rimborso del credito residuo anche quelle aziende, come Poste Italiane con Postepay, che non hanno ancora eliminato i costi di ricarica, anomalia tutta italiana.

GENERAZIONE ATTIVA
Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori
www.generazioneattiva

Il filmato integrale di Beppe Grillo al Parlamento Europeo luglio 1, 2007

Posted by Andrea in 26 giugno, beppe grillo, brussels, bruxelles, commissione europea, parlamento europeo, petizione, ricarica, ricariche.
3 comments

26 Giugno 2007 – Beppe Grillo al Parlamento Europeo – Il filmato completo e integrale

In particolare vi segnalo il passaggio che va dal 32° minuto in poi ;-) (40° sul display conto alla rovescia)

Grazie Beppe!

[Qui Milano Libera] Incontro con Sgarbi/3 luglio 1, 2007

Posted by Andrea in coraggio, etica, milano, parlamento pulito, Pierfrancesco Majorino, piero ricca, pregiudicati, qui milano libera, sgarbi.
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Gli obiettivi sensibili sono tanti. Ognuno dovrebbe scegliersi il suo. Un senatore colluso con la mafia. Un segretario di partito che voleva scalare una banca. Un capo della polizia che ha protetto squadristi…

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