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LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PARLAMENTO PULITO: SCRIVIAMO AI SENATORI! novembre 20, 2008

Posted by Andrea in cittadini, commissione affari costituzionali, condannati, ddl, idv, iniziativa popolare, iniziative, mobilitazione, onorevoli senatori, parlamento pulito, senato, vday.
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Oggi Grillo dal suo blog:

La proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” è sempre in attesa di essere discussa in Senato dalla Commissione Affari Costituzionali(*). La richiesta ai membri della Commissione di esprimere sul blog la loro opinione sulle tre modifiche alla legge elettorale:
– nessun condannato in Parlamento (oggi sono 18)
– due legislature e poi a casa
– elezione diretta del candidato con voto nominale
è stata accolta solo da Pardi e Belisario (IDV). Nei prossimi giorni pubblicherò i filmati con le dichiarazioni.
Il resto della Commissione tace.

(*) La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).

Lo scorso 2 Ottobre ho inviato la seguente e-mail ai Senatori membri della Commissione nonché all’infopoint del Senato.

Gentile Senatore,
come Lei saprà il Lodo Alfano, è stato votato dalle due Camere del Parlamento in appena dieci giorni.
Con la presente sono a chiederLe per quale motivo invece la legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito” (Atto Senato n.1936) XV Legislatura, firmato da centinaia di migliaia di cittadini italiani giace fermo in Senato da ormai quasi un anno.
Sicuro di un Suo intervento in merito, resto in attesa di un Suo gentile riscontro
Distinti Saluti
Andrea D’Ambra

A conferma di quanto accaduto anche a Grillo, (che ha ricevuto risposte solo dai Senatori Belisario e Pardi dell’Italia Dei Valori) l’unico Senatore membro della Commissione a degnarmi di una risposta é stato il Senatore Felice Belisario (IDV) che mi ha scritto lo scorso 3 Ottobre:

Gent. Sig. D’Ambra,
purtroppo questa maggioranza, approvando il Lodo Alfano con sospetta sollecitudine e lasciando ammuffire un’iniziativa popolare come la “Parlamento Pulito” negli archivi del Parlamento, ha dato un altro brutto esempio di prepotenza e mancanza assoluta di rispetto per le istituzioni.
può stare certo che, come Italia dei Valori, faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per portare avanti un progetto nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio ma che evidentemente fa molta paura.
Cordiali saluti.
Felice Belisario

Mentre l’Ufficio comunicazione istituzionale ha risposto, pilatescamente, nel modo seguente:

Gentile signor D’Ambra,
l’atto Atto Senato n. 1936 (che può vedere sul nostro sito) appartiene alla scorsa legislatura. e nella Legislatura corrente è stato ripresentato come atto
S. 3 di iniziativa Popolare
“Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”.E’ stato presentato al Senato il 24/04/2008 e non è ancora stato discusso. Questo ufficio però non è autorizzato a fornire previsioni temporali e motivazioni politiche che riguardano, in via esclusiva, gli Onorevoli Senatori.
Cordialmente
A.R. Ufficio comunicazione istituzionale

Visto che, come confermato dall’Ufficio Comunicazione Istituzionale del Senato “le previsioni temporali e le motivazioni politiche riguardano in via esclusiva gli “Onorevoli” Senatori” ho pensato che magari se siamo in tanti a scrivergli i nostri Rappresentanti (o Dipendenti, se preferite) si degneranno di darci delle risposte.

Per inviare la stessa mail che ho inviato io Cliccate qui

(chi vuole puo personalizzare il testo prima di inviarlo). Altrimenti qui di seguito trovate l’elenco degli indirizzi e-mail (pubblici, dalle rispettive pagine personali sul sito del Senato) dei Senatori membri della Commissione Affari Costituzionali dove giace il DDL Parlamento Pulito.
vizzini_c@posta.senato.it; carlovizzini@carlovizzini.it; benedettivalentini_d@posta.senato.it; incostante_m@posta.senato.it; adamo_m@posta.senato.it; bodega_l@posta.senato.it; bastico_m@posta.senato.it; battaglia_a@posta.senato.it; belisario_f@posta.senato.it; bianco_v@posta.senato.it; boscetto_g@posta.senato.it; ceccanti_s@posta.senato.it; cossiga_f@posta.senato.it; desena_l@posta.senato.it; fazzone_c@posta.senato.it; lauro_r@posta.senato.it; malan_l@posta.senato.it; marino_m@posta.senato.it; mauro_r@posta.senato.it; nespoli_v@posta.senato.it; pardi_f@posta.senato.it; pastore_a@posta.senato.it; pistorio_g@posta.senato.it; procacci_g@posta.senato.it; saltamartini_f@posta.senato.it; sanna_f@posta.senato.it; saro_g@posta.senato.it; sarro_c@posta.senato.it; vitali_w@posta.senato.it
La rete é capace di grandi cose, l’abbiamo mostrato in tante occasioni, una su tutte quella che ha portato all’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini.

Mostriamo di cosa siamo capaci usando tutti gli strumenti democratici e legali in nostro possesso!!! INVIATE L’E-MAIL!

PUBBLICITA’ INGANNEVOLE – MAGGIORI SANZIONI PER CHI LA PRATICA luglio 26, 2007

Posted by Andrea in antitrust, catricalà, codice del consumo, consumatori, disegno di legge, franca rame, generazione attiva, idv, mercato, pubblicità, pubblicità ingannevole, sanzioni.
5 comments

 

L'immagine “https://i0.wp.com/www.senato.it/leg/15/Immagini/Senatori/00022775.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Lo prevede un Disegno di Legge presentato dalla Sen. Franca Rame (IDV) accogliendo così i rilievi di Generazione Attiva, ripresi anche dall’Antitrust.

 

Roma – 26 Luglio 07  Quello della pubblicità ingannevole è un problema più volte denunciato da Generazione Attiva che ha lamentato l’inadeguatezza delle “multe” previste dal Codice del Consumo  (Decreto legislativo 2005/206) che ha come limite massimo di sanzione pecuniaria 100,000 Euro.

In altri paesi come ad esempio la Francia la sanzione va in proporzione alla somma spesa dall’azienda per la pubblicità in oggetto e questo limite invece previsto nel nostro ordinamento di fatto non c’è. Sempre in Francia, di recente, al Gruppo di grande distribuzione Carrefour sono stati richiesti diversi milioni di Euro di sanzione amministrativa per pubblicità ingannevole.
In Italia nella stragrande maggioranza dei casi le sanzioni dell’Antitrust per pubblicità ingannevole non arrivano quasi mai alla cifra massima prevista di 100.000 Euro.
Anche quando quest’ultima arriva al limite massimo previsto dal Codice del Consumo questo non disincentiva le aziende, che invece sono molto spesso recidive.

I vantaggi che ne traggono dalla pubblicazione del messaggio ingannevole sono, infatti, maggiori rispetto al rischio di un eventuale sanzione il cui importo è sempre irrisorio rispetto al fatturato della grande azienda. Per un’azienda che fattura diversi milioni/miliardi di Euro 100,000 Euro sono poca cosa.
Lo stesso Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, facendo propri i rilievi di Generazione Attiva ha chiesto un intervento in tal senso al legislatore:
(stralcio della presentazione relazione annuale antitrust a Montecitorio del 26 giugno 2007 – pubblicità ingannevole) […] “Nei mercati più ricchi la sanzione pecuniaria non si dimostra efficace. Potrebbero essere utili rimedi come la rettifica pubblica del messaggio volta ad amplificare la risonanza delle pronunce dell’Autorità, con maggiore deterrenza nei confronti delle imprese attente all’effetto reputazionale. Chiederemo anche al Parlamento di poter intervenire d’ufficio e di commisurare le sanzioni al fatturato aziendale o, come accade in Francia, in proporzione al costo della campagna pubblicitaria”.

Il ddl presentato dalla Senatrice Franca Rame intende fare proprie le preoccupazioni di Generazione Attiva e dell’Autorità Antitrust e propone l’introduzione di nuove sanzioni che generino un effetto deterrente nei confronti delle campagne pubblicitarie ingannevoli ai danni del cittadino.
Si propone, quindi, una modifica al D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, recante il “Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229”. Le modifiche proposte vanno ad operare sull’articolo 26 – Tutela amministrativa e giurisdizionale – e intendono rapportare la sanzione comminata dall’autorità al costo della campagna pubblicitaria, incrementando quindi il limite massimo della sanzione attualmente previsto e rendendo di fatto vani gli effetti di una campagna pubblicitaria ingannevole. 

Generazione Attiva, Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori, ringrazia, attraverso il suo Presidente Andrea D’Ambra la Senatrice Rame per aver accolto le istanze dei consumatori con la presentazione di questo DDL.

Il disegno di legge può trovare ancora spunti per essere emendato con misure a favore dei consumatori come quella che preveda la destinazione di parte dei proventi derivanti dalle sanzioni inflitte dall’Antitrust, anche a quelle associazioni che, pur non facendo ancora parte del CNCU, con denunce all’Authority contribuiscono in modo essenziale all’attività di quest’ultima e ancora con la determinazione della sanzione oltre che al costo dell’eventuale campagna pubblicitaria (già previsto nel DDL) anche e soprattutto al fatturato dell’azienda che commette pubblicità ingannevole.

 

Mi auguro, conclude D’Ambra, che Governo e tutto il Parlamento facciano la propria parte in modo tale che tale DDL trovi il più largo consenso affinché queste modifiche vengano approvato al più presto. Tutto ciò a vantaggio dei consumatori e del mercato.

TESTO DDL PRESENTATO DALLA SENATRICE FRANCA RAME (IDV)

Art. 1.
Il comma 7 dell’articolo 26 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229 è sostituito dal seguente:
“7. Con la decisione che accoglie il ricorso l’Autorità dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria rapportata al costo della campagna pubblicitaria, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli articoli 24 e 25 la sanzione è inoltre rapportata al danno stimato a carico dei consumatori. L’Autorità può disporre inoltre la rettifica pubblica del messaggio a carico del soggetto sanzionato.

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Generazione Attiva

Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori

www.generazioneattiva.it