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Perché no? febbraio 25, 2009

Posted by Andrea in giustizia.
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Mettiamo per assurdo che esista al mondo un piccolo paese in Oceania dove la più importante carica politica, indagata  e processata per corruzione riesca a ottenere la sospensione di tutte le indagini e i processi a suo carico grazie ad una ipotetica legge-scudo fatta varare da un ipotetico parlamento composto da una maggioranza di personaggi scelti da lui e non dal popolo.

Sempre per ipotesi assurda e surreale questa legge, che durante l’intero mandato lo mette al riparo da indagini e processi (in attesa di santa prescrizione), in seguito all’intervento di alcuni Giudici, deve essere vagliata da una Corte che deve esprimere il parere di costituzionalità e nel caso di incostituzionalità questa legge decade perdendo effetto e facendo riprendere gli eventuali processi e/o indagini a suo carico.

Ora, provate per assurdo (anche se con difficoltà, lo so) a mettervi nei panni di questo personaggio di questa storia, davanti a questa prospettiva, e con la consapevolezza di poter anche commettere reati essendo voi non indagabile né perseguibile, non provereste a fare di tutto perché quella legge non venga dichiarata incostituzionale???

“I magistrati sono un grande problema” parola del prescritto Giulio Andreotti gennaio 9, 2009

Posted by Andrea in mafia.
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Vi consiglio l’intervista del prescritto a vita a Repubblica disponibile qui dal titolo

Andreotti: “Ho qualche segreto di Stato e lo porterò con me in paradiso” di Goffredo de Marchis.

L’articolo comincia così:

ROMA – Belzebù in Paradiso? “Penso proprio di sì. Ma per la bontà di Dio, non perché me lo meriti”. Fra pochi giorni Giulio Andreotti compie 90 anni e guarda avanti, “senza fretta”. Protagonista assoluto della seconda metà del secolo scorso, il volto e il corpo più conosciuti della Prima repubblica, sette volte presidente del Consiglio, imputato per mafia e per omicidio poi assolto in via definitiva (con una prescrizione) (CHE ?!?!?!? NDB), oggi senatore a vita.

Si, assolto in via definitiva (con una prescrizione). Nell’intervista il prescritto afferma che per lui

I magistrati sono un grande problema”

Pensate che chi delinque abbia un’idea molto diversa da questa?

Infine, alla domanda dell’intervistatore che gli chiede ingenuamente se custodisca molti segreti Andreotti risponde così:

“Un po’ di vita interna dello Stato la conosco. Molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un’intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene”.

L’ho sempre saputo che ha ragione Grillo quando afferma che la verità su Andreotti la sapremo “Quando gli toglieranno la scatola nera che nasconde in una gobba finta

Voglio ricordare cosa ha stabilito la sentenza poi confermata in Cassazione, con la quale la Corte d’Appello di Palermo, il 3 maggio 2003, ha assolto il sen. Andreotti per intervenuta prescrizione del reato di associazione a delinquere.

“Andreotti ha commesso il reato di partecipazione all’associazione per delinquere (Cosa Nostra, ndr)… concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980… estinto per prescrizione.

L’imputato ha indotto i mafiosi a fidarsi di lui e a parlargli anche di fatti gravissimi (come l’assassinio di Mattarella) nella sicura consapevolezza di non correre il rischio di essere denunciati, ha omesso di denunciare le loro responsabilità, malgrado potesse, al riguardo, offrire utilissimi elementi di conoscenza. Aveva una propensione a intrattenere personali, amichevoli relazioni con esponenti di vertice di Cosa Nostra… (per) utilizzare la struttura mafiosa per interventi extra ordinem … forme di intervento para-legale che conferisce, a chi sia in possesso dei canali che gli consentano di sperimentarle, un surplus di potere rispetto a chi si attenga ai mezzi legali.

La manifestazione di amichevole disponibilità verso i mafiosi è stata consapevole e autentica e non meramente fittizia.

I fatti non possono interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indicano una vera e propria partecipazione alla associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo