jump to navigation

PCB: Nonostante gli annunci, dei risultati dell’Asl Napoli 2 ancora neanche l’ombra novembre 16, 2008

Posted by Andrea D'Ambra in analisi, area marina protetta, arpac, asl napoli 2, cnr, decreto legislativo 152/06, Decreto Ministeriale 367/2003, generazione attiva, idrocarburi, il golfo, inquinamento, ipa, isola d'ischia, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno d, lacco ameno, mare, mario sprovieri, pcb, regno di nettuno, salute.
Tags:
trackback

http://lapetizione.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/LaPetizione/Inquinamento%20Marino.jpg

Quello che segue é il testo inviato al quotidiano Il Golfo questa mattina con preghiera di pubblicazione.

Gentile Direttore,
Come ricorderà lo scorso 17 Settembre Generazione Attiva aveva diramato un comunicato perché preoccupata dal fatto che nonostante avesse richiesto all’Asl Napoli 2 già da tempo i risultati analitici e dettagliati di IPA e PCB e ALCHILBENZENE LINEARI nei pesci questi non fossero mai stati ricevuti al posto di rassicurazioni generiche circa la “non significatività dei livelli riscontrati nei pesci”. Il nostro comunicato terminava con la seguente interrogazione: “perché, se tutto è nella norma e i livelli di contaminazione da PCB nei pesci non sono significativi l’Asl Napoli 2 non rende pubblici e consultabili i risultati analitici e dettagliati di queste analisi inviandoli a Generazione Attiva? Cosa osta a ciò? Si potrebbe così almeno rassicurare definitivamente la popolazione su uno dei numerosi e preoccupanti aspetti che gravita intorno alla vicenda dell’inquinamento da PCB delle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.”
Tutto ha taciuto da allora per circa un mese e mezzo, fino a quando, lo scorso 30 Ottobre, a pagina 12 del Suo Quotidiano “Il Golfo” è apparso un comunicato dell’Asl Napoli 2 che chiamava in causa anche Generazione Attiva dal titolo “Il pescato nel mare di Ischia non è a rischio PCB”.
Con quel comunicato l’Asl Napoli 2 dichiarava di aver inviato la “sintesi dei dati delle analisi effettuate” a Generazione Attiva che aveva richiesto le analisi. Nel comunicato diramato dall’Asl si leggeva inoltre che erano stati effettuati “prelievi di diverse specie di pesci, in diversi luoghi” che “le analisi sono state effettuate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici”, che non ci fosse “alcun rischio per la salute pubblica” e che “nella QUASI totalità dei casi non sono state rinvenute nella maniera più assoluta tracce di PCB”. “In soli due casi” l’Asl affermava che “le tracce sono state considerate rilevabili” ma “al di sotto dei livelli di attenzione fissati dalle normative”. Ancora che la mancanza di notifica alla Procura da parte dell’Istituto Zooprofilattico confermava secondo l’Asl, l’assenza di agenti inquinanti dannosi per l’uomo e che il silenzio dell’Asl Napoli 2 sulla questione era stato determinato dalla “massima prudenza”. Confermava poi come le analisi fossero state effettuate “su richiesta di Generazione Attiva” (datata Gennaio 2008) “e non di altra autorità”.
Quest’ultima è a nostro avviso una cosa grave visto che la stessa Agenzia Regionale per l’Ambiente Campania (ARPAC) aveva rilevato, già nell’Agosto 2007 i valori di PCB totali presenti nell’acqua del mare di Lacco Ameno come 0,112 µg/L (zero virgola centododici microgrammi per litro) (rapporto di prova 200704583-001 inviato il 13 Settembre al Sindaco di Lacco Ameno; Ufficio Territoriale di Governo area V Bis di Napoli; Regione Campania Area Ecologia Tutela dell’ambiente disinquinamento protezione civile; Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Protezione Civile – servizio rischio ambientale; Giunta Regionale della Campania Assessorato alle Politiche Ambientali ciclo integrato delle acque, difesa del suolo, parchi e riserve naturali; allegato alla comunicazione avente ad oggetto “segnalazione di presunto danno ambientale a seguito di fuoriuscita di olio, contenente policlorobifenili (PCB) da 1 dei 4 cavi ad alta tensione ENEL del collegamento sottomarino Cuma – Lacco Ameno.”)
Nel comunicato pubblicato su Il Golfo lo scorso 30 Ottobre l’Asl Napoli 2 “ribadendo la disponibilità dei servizi al dialogo con cittadini e associazioni” invitava ad agire in futuro “con la massima prudenza, avendo fiducia nelle istituzioni”. Seguiva infine “il conto”, con l’importo della presunta spesa delle 13 analisi effettuate che ammonterebbe a 13mila Euro e, ancora una volta, si invitava ad una “riflessione, prima di lanciare allarmi che possono rivelarsi ingiustificati”.
Evidentemente, se l’Asl Napoli 2 prese in considerazione la richiesta di Generazione Attiva ciò era dovuto al fatto che questa fosse tutt’altro che un “allarme ingiustificato” ma, al contrario, si trattava di richiesta dettagliata contenente riferimenti a fatti e documentazioni concrete come il preoccupante rapporto dell’Arpac 200704583-001 che aveva rilevato presenza di inquinanti PCB totali pari a 0,112 µg/L, ben 1860 (milleottocentosessanta) volte superiori al valore di 0,00006 µg/L previsto come standard di qualità ambientale per le acque superficiali dal Decreto Ministeriale 367/2003 Tab 1.10 Gazzetta Ufficiale n. 5 dell’8 Gennaio 2004.

Considerato inoltre che:

- I PCB sono inquinanti inseriti anche nel D.Lgs. 152/06 parte terza allegato 1 come parametri aggiuntivi da monitorare delle acque superficiali  (pagina 190 gazzetta ufficiale n. 88 del 14 aprile 2006 tabella 1/B al punto 11);
- Come specificato nelle note alla tabella 1/B il loro semplice ritrovamento, doveva essere per legge segnalato dalle regioni al Ministero dell’Ambiente “per l’immediata predisposizione di un Decreto che determinerà i limiti di concentrazione da rispettare nelle more delle determinazioni dei medesimi da parte dei competenti organi comunitari” (pagina 190 D.Lgs. 152/06);
- Per consuetudine in questi casi si fa riferimento alle disposizioni legislative precedenti, nello specifico alla soglia massima contenuta nel decreto ministeriale 367 del 2003 come confermato dal Dott Mario Sprovieri, Ricercatore dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAMC) del CNR di Napoli nell’intervista rilasciata al settimanale “Il Salvagente” del 31 Gennaio-7 Febbraio 2008 proprio sul caso dell’inquinamento da PCB nel mare dell’Isola d’Ischia;
- Viste le caratteristiche del bioaccumulo negli organismi marini i valori di PCB aumentano in maniera esponenziale rispetto alla concentrazione rinvenuta nelle acque.

Alla luce di quanto sopra Generazione Attiva ritiene che la salute umana non possa essere oggetto di valutazione economica perché di un valore inestimabile e che davanti anche ad un solo campanello di allarme, per il vigente principio di precauzione, i primi a muoversi dovrebbero essere le stesse Autorità finanziate con i soldi della collettività per tutelare gli interessi di quest’ultima soltanto.

Teniamo infine a precisare e rendere noto che ad oggi 15 novembre 2008, nonostante gli annunci dell’Asl Napoli 2 GENERAZIONE ATTIVA NON E’ STATA ANCORA MESSA A CONOSCENZA DEL DETTAGLIO DELLE ANALISI EFFETTUATE.

Grazie per l’ospitalità
Distinti Saluti

Generazione Attiva
Ass Naz Indipendente in difesa dei Cittadini e dei Consumatori
www.generazioneattiva.it

- I post precedenti sul tema.

- L’ultimo post sul tema.

VIDEO: 10 Maggio 2008 – TGR MEDITERRANEO “Mistero a Ischia” di Francesca Ghidini. Il Video

VIDEO: Aprile 2008 – RAINEWS24 “Ischia, un mare di guai” inchiesta di Flavia Paone. Il Video

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: