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LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PARLAMENTO PULITO: SCRIVIAMO AI SENATORI! novembre 20, 2008

Posted by Andrea D'Ambra in cittadini, commissione affari costituzionali, condannati, ddl, idv, iniziativa popolare, iniziative, mobilitazione, onorevoli senatori, parlamento pulito, senato, vday.
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Oggi Grillo dal suo blog:

La proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” è sempre in attesa di essere discussa in Senato dalla Commissione Affari Costituzionali(*). La richiesta ai membri della Commissione di esprimere sul blog la loro opinione sulle tre modifiche alla legge elettorale:
- nessun condannato in Parlamento (oggi sono 18)
- due legislature e poi a casa
- elezione diretta del candidato con voto nominale
è stata accolta solo da Pardi e Belisario (IDV). Nei prossimi giorni pubblicherò i filmati con le dichiarazioni.
Il resto della Commissione tace.

(*) La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).

Lo scorso 2 Ottobre ho inviato la seguente e-mail ai Senatori membri della Commissione nonché all’infopoint del Senato.

Gentile Senatore,
come Lei saprà il Lodo Alfano, è stato votato dalle due Camere del Parlamento in appena dieci giorni.
Con la presente sono a chiederLe per quale motivo invece la legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito” (Atto Senato n.1936) XV Legislatura, firmato da centinaia di migliaia di cittadini italiani giace fermo in Senato da ormai quasi un anno.
Sicuro di un Suo intervento in merito, resto in attesa di un Suo gentile riscontro
Distinti Saluti
Andrea D’Ambra

A conferma di quanto accaduto anche a Grillo, (che ha ricevuto risposte solo dai Senatori Belisario e Pardi dell’Italia Dei Valori) l’unico Senatore membro della Commissione a degnarmi di una risposta é stato il Senatore Felice Belisario (IDV) che mi ha scritto lo scorso 3 Ottobre:

Gent. Sig. D’Ambra,
purtroppo questa maggioranza, approvando il Lodo Alfano con sospetta sollecitudine e lasciando ammuffire un’iniziativa popolare come la “Parlamento Pulito” negli archivi del Parlamento, ha dato un altro brutto esempio di prepotenza e mancanza assoluta di rispetto per le istituzioni.
può stare certo che, come Italia dei Valori, faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per portare avanti un progetto nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio ma che evidentemente fa molta paura.
Cordiali saluti.
Felice Belisario

Mentre l’Ufficio comunicazione istituzionale ha risposto, pilatescamente, nel modo seguente:

Gentile signor D’Ambra,
l’atto Atto Senato n. 1936 (che può vedere sul nostro sito) appartiene alla scorsa legislatura. e nella Legislatura corrente è stato ripresentato come atto
S. 3 di iniziativa Popolare
“Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori”.E’ stato presentato al Senato il 24/04/2008 e non è ancora stato discusso. Questo ufficio però non è autorizzato a fornire previsioni temporali e motivazioni politiche che riguardano, in via esclusiva, gli Onorevoli Senatori.
Cordialmente
A.R. Ufficio comunicazione istituzionale

Visto che, come confermato dall’Ufficio Comunicazione Istituzionale del Senato “le previsioni temporali e le motivazioni politiche riguardano in via esclusiva gli “Onorevoli” Senatori” ho pensato che magari se siamo in tanti a scrivergli i nostri Rappresentanti (o Dipendenti, se preferite) si degneranno di darci delle risposte.

Per inviare la stessa mail che ho inviato io Cliccate qui

(chi vuole puo personalizzare il testo prima di inviarlo). Altrimenti qui di seguito trovate l’elenco degli indirizzi e-mail (pubblici, dalle rispettive pagine personali sul sito del Senato) dei Senatori membri della Commissione Affari Costituzionali dove giace il DDL Parlamento Pulito.
vizzini_c@posta.senato.it; carlovizzini@carlovizzini.it; benedettivalentini_d@posta.senato.it; incostante_m@posta.senato.it; adamo_m@posta.senato.it; bodega_l@posta.senato.it; bastico_m@posta.senato.it; battaglia_a@posta.senato.it; belisario_f@posta.senato.it; bianco_v@posta.senato.it; boscetto_g@posta.senato.it; ceccanti_s@posta.senato.it; cossiga_f@posta.senato.it; desena_l@posta.senato.it; fazzone_c@posta.senato.it; lauro_r@posta.senato.it; malan_l@posta.senato.it; marino_m@posta.senato.it; mauro_r@posta.senato.it; nespoli_v@posta.senato.it; pardi_f@posta.senato.it; pastore_a@posta.senato.it; pistorio_g@posta.senato.it; procacci_g@posta.senato.it; saltamartini_f@posta.senato.it; sanna_f@posta.senato.it; saro_g@posta.senato.it; sarro_c@posta.senato.it; vitali_w@posta.senato.it
La rete é capace di grandi cose, l’abbiamo mostrato in tante occasioni, una su tutte quella che ha portato all’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini.

Mostriamo di cosa siamo capaci usando tutti gli strumenti democratici e legali in nostro possesso!!! INVIATE L’E-MAIL!

PCB nel mare dell’Isola d’Ischia – Tris rosa di interrogazioni ed interpellanze al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo giugno 5, 2008

Posted by Andrea D'Ambra in 92/43/cee, alessandra mussolini, arpa campania, camera, cuma, enel, franca rame, inquinamento, interpellanza, interrogazione, luciana sbarbati, mare, maurizio acerbo, ministro dell'ambiente, pcb, posidonia, prestigiacomo, regno di nettuno, senato, silvana mura.
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Nell’ordine On. Silvana Mura, On. Alessandra Mussolini, Sen Luciana Sbarbati

Chi ha avuto modo di seguire l’argomento su questo blog sa che nella scorsa legislatura già l’On Acerbo (RC) in data 21 Gennaio e la Sen. Rame (IDV) in data 26 Febbraio avevano presentato ciascuno una interrogazione al Ministro dell’Ambiente di allora Pecoraro Scanio per avere risposte da quest’ultimo su quanto accaduto nel mare dell’Isola d’Ischia con l’inquinamento da PCB rilevato dall’ARPA Campania.

Con lo scioglimento anticipato delle Camere purtroppo queste interrogazioni sono cadute prima che avessero ricevuto risposta.

Con la nuova legislatura insediata c’era la necessità di ripresentarle, per far luce sulla vicenda e tenere alta l’attenzione e così è stato grazie alle Onorevoli deputate Mussolini (PDL) e Mura (IDV) che hanno entrambe ripresentato l’interrogazione dell’On Acerbo (RC) (non presente in questa legislatura ) al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

E per finire è degna di nota l’interpellanza della Senatrice Sbarbati (PD) riportata anche qui sotto cliccando su “more…” (in attesa di chiare risposte dal Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo.)
(altro…)

I fatti di Villabate maggio 17, 2008

Posted by Andrea D'Ambra in boss, campanella, forza italia, la loggia, mafia, mandalà, micciché, peter gomez, provenzano, schifani, senato, sicula brokers, travaglio, udeur, villabate.
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Peter Gomez – Voglio Scendere

Credo che in questi giorni sia stata fatta molta confusione tra fatti e notizie. I fatti sono fatti, ma non tutti i fatti sono notizie. Nei miei cassetti conservo documenti, verbali d’interrogatorio, appunti di colloqui con fonti confidenziali e persino interviste, che non ho mai pubblicato. E che probabilmente non pubblicherò mai.

Parte di quell’archivio, accumulato da me come da ogni buon giornalista in anni di lavoro, di tanto in tanto si rivela però utile. A distanza di tempo dalla scoperta di un primo elemento di per sé ambiguo, apparentemente incredibile, o da solo non interessante o non verificabile, capita a volte che se ne trovi un altro che fa vedere le cose in maniera diversa. E allora ciò che inizialmente era (a mio sindacabile avviso) non pubblicabile, all’improvviso lo diventa. Nasce (anche così) una notizia.

Dicevamo che i fatti apparentemente incredibili e non riscontrati non sono notizie. È quindi scorretto deontologicamente citarli sui giornali scrivendo subito dopo, «ma io non ci credo». E soprattutto non si deve farlo se la verifica o il tentativo di verifica è semplice: se li si cita, senza alzare il telefono o perderci qualche ora o giorno di lavoro, si mette semplicemente in circolazione un veleno, non una notizia.

Uno dirà: ma allora perché avete scritto di Schifani, visto che i suoi rapporti con personaggi poi condannati per mafia, non hanno nemmeno portato all’apertura di un’inchiesta giudiziaria nei suoi confronti? Semplice: perché, nonostante che su parte di quelle storie Schifani sia stato ascoltato come testimone già nel ’99, l’intera vicenda non è affatto chiara. E proprio la mancanza di chiarezza fa diventare tutta la questione una notizia ancora più grossa: Schifani, lo ricordo, non è un privato cittadino, ma è un senatore e ora è addirittura la seconda carica della Repubblica.

Lasciate perdere la Sicula Brokers, la società creata nel ’79 che tra suoi soci oltre a Schifani aveva anche altri personaggi poi condannati per mafia, e concentratevi su Villabate, il paese del quale Nino Mandalà (uno degli ex soci di Schifani) diventa reggente intorno al 1994 dopo una sanguinosa guerra tra cosche.

Qui, nel 1995, Schifani ottiene una consulenza in materia amministrativo-urbanistica. Quella consulenza, visto il contesto, è già di per se interessante dal punto di vista giornalistico. Ma lo diviene ancor di più se si considera che intorno alla sua genesi esistono almeno quattro versioni.

La prima è quella di Mandalà che intercettato dai carabinieri confida nel 1998 a un altro uomo d’onore di avergliela fatta ottenere lui, su richiesta del senatore Enrico La Loggia. La seconda è quella di La Loggia che, sentito come teste, dice sostanzialmente: è vero la consulenza a Schifani l’ho fatta avere io, ma non ricordo se ciò è avvenuto in seguito a una mia richiesta presentata al sindaco di Villabate (nipote di Mandalà ndr) o se io ho richiesto l’intervento di Gianfranco Micciché, allora coordinatore di Forza Italia. Il problema, secondo La Loggia, era quello di risarcire Schifani dei mancati guadagni causati dal tempo perso nell’attività politica, visto che sarà eletto solo nel 1996.

La terza versione è quella di Schifani che invece dice di aver ottenuto il lavoro da solo, semplicemente proponendosi al sindaco nipote del boss. Poi c’è la quarta versione. Recentissima: addirittura del 2006. Quella del pentito Francesco Campanella, l’ex segretario dei giovani dell’Udeur che falsificò la carta d’identità utilizza da Bernardo Provenzano per andare in Francia a farsi operare. Campanella dice: ha ragione Mandalà, la consulenza a Schifani è arrivata grazie a lui. E poi ci mette un carico da novanta: scopo dell’intervento di Schifani (e di La Loggia) era quello di disegnare assieme a un progettista loro amico un piano regolatore di Villabate che assecondasse i voleri del boss Mandalà. Secondo Campanella, anzi, proprio Mandalà (che potrebbe benissimo aver mentito) sosteneva che Schifani e La Loggia si erano accordati perché parte della parcella destinata al progettista fosse girata a loro.

A questo punto dovrebbe essere chiaro per tutti che questa è una storia da raccontare sui giornali. E anche da approfondire, visto che molti dei personaggi coinvolti non sono ancora stati intervistati, e non tutti i documenti amministrativo-urbanistici dell’epoca sono stati esaminati. In un uno degli elementi del titolo (titolo, occhiello e sommario) un quotidiano, per necessità di sintesi, parlerebbe probabilmente di «rapporti di Schifani con il boss», o forse di «amicizie e relazioni pericolose», anche perché Mandalà ha sostenuto in aula che Schifani e La Loggia parteciparono al suo matrimonio. La notizia insomma è diventata tale grazie al lavoro, all’esperienza che ti ha permesso di valutare il contesto, e alla ricerca. Non è nata da una soffiata anonima (che pure può benissimo essere uno spunto), mandata in stampa senza alcuna verifica.

Detto questo quello che sta accadendo oggi a Marco credo che sia per tutti semplice: «Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore», diceva Paul Valery. Ma noi, finché lo si potrà fare, cercheremo di continuare a ragionare.

PCB – Interrogazione della Senatrice Franca Rame (IDV) Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aprile 20, 2008

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Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03413
presentata da
FRANCA RAME
martedì 26 febbraio 2008 nella seduta n.281

RAME – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che:

dal 14 giugno 2007 a Lacco Ameno e a Casamicciola Terme (sull’isola di Ischia) stanno attendendo che qualcuno provveda alla bonifica di una vasta area rimasta inquinata dalla fuoriuscita di olio fluido contenente PCB da uno dei quattro cavi sottomarini ad alta tensione della centrale Enel della Fundera in località Lacco Ameno. Il 14 giugno, infatti, a causa di un banale arpionamento di un’ancora di un’imbarcazione rimasta sconosciuta si è prodotto uno squarcio ad uno dei cavi Enel provocando la fuoriuscita in mare di circa 34 tonnellate della sostanza, provocando così un grave caso di inquinamento ambientale;

da un’indagine condotta da Mimmo Sferratore del Comitato Vivere a Lacco Ameno e inviata alla sezione di Ischia di Legambiente, emergono dati e informazioni di rilievo, ma anche sconcertanti, successivamente ripresi dall’associazione Generazione Attiva che ha provveduto il 14 dicembre 2007 ad informare la Commissione europea, chiedendone l’intervento. L’area inquinata si estende dal tratto antistante la spiaggia dell’eliporto e la costa tra Lacco Ameno e Casamicciola, attigua all’area marina protetta chiamata Regno di Nettuno;

per una strana ironia della sorte, solo pochi giorni fa, il 27 dicembre 2007 il Ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio ha firmato il decreto istitutivo dell’area protetta Regno di Nettuno, concludendo un lungo iter durato oltre 10 anni, che mira a dare vita ad un’operazione di tutela e valorizzazione di un pezzo straordinario del patrimonio marino della provincia di Napoli;

nonostante le intenzioni espresse, su quest’oasi ambientale resta però ancora come “una spada di Damocle”, la presenza inquietante e pericolosissima di PCB grazie alla perdita di olio da quel cavo Enel squarciato nel mese di giugno. E non si può dire che manchino i riscontri della gravità della situazione, se si deve credere – e non c’è motivo per dubitare – ai dati rilevati dall’Agenzia regionale protezione ambiente Campania. L’Arpac ha accertato infatti, da rilevamenti effettuati presso lo stabilimento balneare Bagno Vito a Lacco Ameno ad un mese di distanza, il 19 luglio, la presenza di inquinanti PCB totali pari a 0,112 mg/l equivalenti a 186 volte il valore minimo previsto dagli standard di qualità ambientale per le acque superficiali secondo il decreto ministeriale 367/2003 e indicati in 0,0006 mg/l; e livelli altrettanto alti di inquinamento da PCB sono stati rilevati da ulteriori prelievi condotti sulla spiaggia di Suor Angela nel comune di Casamicciola Terme proprio davanti alla quale è avvenuta la rottura del cavo Enel e la fuoriuscita di olio fluido con PCB. La ricerca Arpac ha riguardato solo la presenza di PCB, sostanza che però è mescolata anche ad altre, come i composti aromatici tossici e cancerogeni;

quasi tutti gli impianti di cavi sottomarini hanno caratteristiche tecniche che si definiscono “a tenuta” mediante olio. Se si verifica un abbassamento della pressione dell’olio, ciò è determinato da una perdita, da una rottura del cavo. E così dalla stazione primaria di Lacco Ameno deve essere costantemente pompato altro olio per mantenere costante la pressione dentro il cavo ed evitare ulteriori fuoriuscite di olio e salvare così il cavo ad alta tensione da un eventuale contatto con l’acqua, e bisogna individuare il punto esatto della perdita;

il grave episodio si ripete il 4 dicembre, con un’ulteriore dispersione di olio con PCB, circa 18 tonnellate di olio, per un totale complessivo di 52 tonnellate di olio contenente PCB;

il PCB è sostanza non biodegradabile e capace di spostarsi lentamente utilizzando le minime pendenze nel terreno, e ciò aumenta nel mare, dove trova l’aiuto delle correnti, andando così a depositarsi contaminando non solo i terreni, i fondali marini e gli organismi viventi delle zone prospicienti a quella interessata dalla perdita, ma anche altrove, trascinato dalla corrente;

l’Enel ha provveduto a spiegare in un comunicato di “aver proceduto alla riparazione della linea a 150.000 volt alimentante la Cabina Primaria di Lacco Ameno a seguito di un guasto che è stato provocato da azione di rottura e trascinamento del cavo a mare da parte di ignoti. La rottura ha determinato anche la dispersione di olio dielettrico speciale ad elevata compatibilità ambientale e completamente esente da contaminazione da PCB. In proposito si segnala che le dichiarazioni allarmistiche sulla vicenda provengono dalle stesse fonti che hanno contrastato fino allo scorso anno l’attivazione della cabina primaria di Lacco Ameno, contrasti anche discussi nelle sedi giudiziarie e da queste rigettate”;

il quadro della situazione si aggrava anche in considerazione di altre due informazioni: l’età dei cavi che risalgono al 1987, anno in cui l’Enel li ha commissionati, periodo in cui i limiti di tolleranza previsti erano più alti. Solo nel 1988 la legge vietò l’immissione sul mercato di PCB riducendone pesantemente i limiti per i soli impianti ancora in funzione. I cavi vennero però posati nel ’92 quando la legge era ben consolidata e quindi era impossibile ignorarla. I cavi giunti ad Ischia occuparono circa 69.000 metri quadri di demanio marittimo, senza che fossero accompagnati da alcuna autorizzazione né concessione alla posa o al mantenimento dei cavi stessi e nemmeno un decreto autorizzativo da parte della Regione Campania. Esiste invece una concessione ex post per la posa e il mantenimento dei cavi indicata dal numero 113/1994 del 14 giugno 1994 e valida per il solo periodo 31 ottobre 1992 – 31 dicembre 1993;

l’unica autorizzazione regionale rilasciata all’Enel con il DRGR 3657 del 14 aprile 1994 limita la costruzione e l’esercizio di una linea elettrica a 150.000 volt in cavo sotterraneo e non sottomarina, e una cabina primaria all’aperto. I cavi sono sott’acqua e non sottoterra e la struttura è non conforme al progetto che ricevette invece l’approvazione regionale. Inoltre, questi cavi non hanno mai assicurato l’alimentazione elettrica all’isola di Ischia che viene invece regolarmente alimentata da 5 cavi sottomarini a MT quindi non ad olio fluido e provenienti dalla stazione di Foce Vecchia;

sulla parte di isola di Ischia interessata, non risultano interventi o provvedimenti di alcun genere; non è stata vietata la balneazione, non è stato vietato pescare nei siti inquinati, non si è fatto un piano di bonifica della zona, nessun intervento di tutela dell’area marina protetta Regno di Nettuno, quella resa ufficiale solo qualche giorno fa dal ministro Pecoraro Scanio; non si è condotta nemmeno una verifica sulla legittimità del mantenimento in zona demaniale marittima dei cavi grazie ad un’autorizzazione ex post ormai scaduta da anni, e infine non è stata fatta nemmeno alcuna azione di ripristino dello stato dei luoghi come prevede invece la norma e il Codice di navigazione;

da un nota diffusa da Legambiente emerge che la centrale della Fundera, costruita negli anni ’90 in contrasto con ogni principio di localizzazione, è stata messa in funzione nel 2006 senza che l’Enel comunicasse nulla ai Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola direttamente interessati, e questa centrale è stata peraltro collocata accanto ad una scuola e ad un ospedale in pieno centro abitato. Ebbene, in questo bunker sarebbero stoccati fusti contenenti materiali nocivi e tossici tra cui il PCB,

l’interrogante chiede di sapere:

se la Capitaneria di porto di Napoli ed ogni altro ente competente sul demanio abbiano avviato azioni di tutela dell’ambiente marino e costiero;

se non si intenda operare la bonifica dei siti, interdire gli usi del mare ed evitare di compiere attività che possano aggravare il carico di inquinamento già presente, oltre alla rimozione dei cavi, che si stanno utilizzando senza alcun titolo valido.

(4-03413)

Da Banchedati.camera.it

CLASS ACTION novembre 16, 2007

Posted by Andrea D'Ambra in azione collettiva, bordon, class action, consumatori, finanziaria, generazione attiva, governo, manzione, senato.
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Quella inserita in finanziaria è “fasulla”

E’ FATTA! marzo 30, 2007

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E’ Fatta! Una giornata triste per i tanti detrattori che hanno sperato fino all’ultimo che l’abolizione saltasse…

Sul filo del rasoio, a due giorni dal termine ultimo per convertirlo in legge il Senato ha approvato il decreto che come sapete comprendeva anche l’abolizione dei costi di ricarica per i telefonini ma anche per tutto il settore delle TLC (quindi anche Mediaset Premium, Fastweb etc). Restano fuori solo le Poste e le Banche (es. postepay) ma riusciremo ad abolire anche quelli vedrete… Ecco il testo finale del decreto così come uscito dal Senato.

 

Intanto continua la nostra battaglia con Generazione Attiva affinché l’Authority vigili al massimo sui comportamenti degli operatori, in particolare in questi giorni è nel mirino quello di Wind, su cui ci siamo mossi in tempi non sospetti e siamo stati tra i primi a denunciare all’Agcom la decisione unilaterale di cambiare il piano tariffario da Wind10 a Wind12. Piano tariffario che veniva pubblicizzato come “Wind 10 PER SEMPRE”

Sembra che i propri clienti per Wind non contino molto. Rinnovo l’invito a questi ultimi di valutare la possibilità di cambiare operatore.

Sembrano passati secoli da Wind di qualche anno fa. Ecco un vecchio spot in cui faceva testimonial Ezio Greggio ed una delle primissime se non la prima pubblicità in assoluto dell’operatore in questione. Senza costi di ricarica, senza scatto alla risposta, tariffazione al secondo…..

 

Vodafone invece sembra sia tornata sui suoi passi dopo aver attivato un servizio non richiesto a TUTTI i suoi clienti. Contravvenendo alla normativa cui fa capo sia il Garante della Privacy che quello delle Comunicazioni. Da entrambi attendiamo risposte da quasi due settimane…peccato siano solerti solo quando in gioco c’è qualche politico… (foto sircana & test anti-droga sui parlamentari delle Iene docet). In particolare poi l’Agcom ha ricevuto critiche anche dalla Commissione Europea ultimamente.

 

In seguito alla pubblicazione del servizio andato in onda sul Telegiornale Svizzero sono stato contattato dall’assistente di un parlamentare che mi ha fatto notare come l’On. Luca Bellotti non solo era a conoscenza della mia iniziativa ma ne aveva anche fatto riferimento all’interno del suo discorso alla Camera dei Deputati. Ringrazio Bellotti e l’On Germontani (entrambi AN) che, da quanto pubblicato nel resoconto stenografico sul sito della Camera sembra siano stati gli unici a farlo.

 

Mentre ci arriva una buona notizia dalla Commissaria alla tutela dei Consumatori Meglena Kuneva che, a Roma per festeggiare i 50 anni dalla nascita dell’Unione Europea ha annunciato di essere al lavoro su un’ipotesi di class action Poste Italiane ci informa di essere interessata a divenire operatore mobile virtuale (invece di lavorare per fornire un servizio postale come si deve…) come ci segnala l’ottimo Punto Informatico ed Il Sole 24 Ore che ci fornisce anche la situazione relativa a tutti gli altri interessati al mercato della telefonia mobile/operatori mobili virtuali (che speriamo arrivino presto anche in Italia in modo da far scendere le tariffe ed aprire il mercato ad una vera concorrenza). Segnalo inoltre dempre dal Sole 24 ore uno schema con tutte le attuali tariffe degli operatori di telefonia mobile. Ce n’è per tutti i gusti: divertitevi!

 

Per la serie: “Davide vince contro Golia” vi segnalo la storia di due giovani ragazze neo-zelandesi che sono riuscite a far condannare la multinazionale GlaxoSmithKline (Gsk).

Nella sezione “dicono di noi” gli ultimi aggiornamenti “rassegna stampa/video/audio”. Ringrazio Caterpillar – Radio2 per l’intervista di ieri, il Corriere dell’Università per l’onore di avermi dedicato la prima pagina e tutti gli altri non sono certo da meno ma che non scrivo qui solo per esigenze di spazio.

Mi scuso per gli eventuali errori di battitura ma scrivo di corsa… Auguri di Buona Pasqua a voi tutti!

Andrea

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