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DISASTRO AMBIENTALE AD ISCHIA: GLI EUROPARLAMENTARI AITA E GUIDONI CHIEDONO AGGIORNAMENTI ALLA COMMISSIONE EUROPEA marzo 19, 2009

Posted by Andrea in ambiente, salute.
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pcb_pesce

Sono trascorsi quasi due anni da quando, nell’Agosto 2007, in seguito alla rottura di un cavo Enel sottomarino, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania (ARPAC) rilevava in mare (Isola d’Ischia, Area Marina “Protetta” Regno di Nettuno, Sito Natura 2000 “tutelato” dalle direttive 92/43/CEE  Habitat e 79/409/CEE Uccelli) presenza di Policlorobifenili (PCB) in misura di 1860 volte superiori ai limiti consentiti.

Da allora nonostante l’accertamente del preoccupante inquinamento nessuna istituzione ha mai provveduto fino ad oggi a vietare la pesca né tantomeno la balneazione nella zona interessata dalla contaminazione ad opera di una sostanza gravemente tossica e cancerogena, come confermato dal Dott Mario Sprovieri, Ricercatore dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAMC) del CNR di Napoli nell’intervista rilasciata al settimanale “Il Salvagente”.

E nessun divieto a tutela della saluta pubblica è arrivato nemmeno dopo che il Governo ha confermato, lo scorso Dicembre, la gravità della situazione al punto da prospettare la bonifica della zona contaminata.

Come qualcuno ricorderà proprio in ragione della protezione di cui l’Isola d’Ischia dovrebbe godere come sito di interesse comunitario e Natura 2000 lo scorso Giugno 2008 gli Europarlamentari Vincenzo Aita (Sinistra e Libertà, già Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Sinistra e Libertà, già Comunisti Italiani) avevano portato il caso a Bruxelles interrogando la Commissione Europea.

Questa aveva risposto a fine Luglio 2008 confermando l’importanza comunitaria del Sito rappresentato dai Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara, sottolineando come l’Italia fosse tenuta “ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione del sito” e prospettava l’applicazione della direttiva 2004/35/CE responsabilità ambientale. Concludendo Bruxelles comunicava che si sarebbe messa in contatto con le autorità italiane per verificare se, nel caso di specie, la normativa comunitaria fosse stata applicata correttamente.

Proprio in ragione di ciò i firmatari di quella interrogazione On. Aita e Guidoni oggi hanno scritto di nuovo alla Commissione chiedendo aggiornamenti sul caso.

Ecco il testo dell’interrogazione presentata in data odierna:

INTERROGAZIONE SCRITTA
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla Commissione

Oggetto: Mobilitazione per il disastro ambientale ad Ischia

Considerando:
– l’interrogazione scritta presentata in data 11 giugno 2008 dai parlamentari europei Vincenzo Aita e Umberto Guidoni, con oggetto “Disastro ambientale ad Ischia” (ref. E-3253/2008);
– la risposta della Commissione europea del 30 luglio 2008, in cui viene riconosciuto che, in conformità alla Direttiva 92/43/CEE ed alla Direttiva 79/409/CEE, “l’Italia è tenuta ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione” del sito marino Natura 2000 “Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara” (cod. IT8030010), minacciato, lo scorso 14 giugno 2008, dalla rottura di un cavo sottomarino dell’Enel spa;
– l’impegno della Commissione a mettersi “in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie”;

Si chiede alla Commissione:
qual è lo stato dell’arte dell’indagine condotta su tale situazione e quali gli eventuali riscontri ottenuti dalle autorità italiane?
in base alle informazioni raccolte, è stata registrata un’effettiva violazione delle direttive sopra menzionate rispetto al sito in questione?
nel caso in cui siano state riscontrate violazioni, quali azioni intende intraprendere la Commissione per sollecitare le autorità italiane, in considerazione del valore naturalistico e paesaggistico di tale sito, a porre rimedio ad eventuali danni?

– Tutti i post sull’argomento PCB

VIDEO: 10 Maggio 2008 – TGR MEDITERRANEO “Mistero a Ischia” di Francesca Ghidini.

VIDEO: Aprile 2008 – RAINEWS24 “Ischia, un mare di guai” inchiesta di Flavia Paone.

VIDEO DA YOUTUBEMaggio 2008 – PCB a Lacco Ameno, realizzato da Luca per gli Amici di Grillo dell’Isola d’Ischia

TONNELLATE DI LIQUAMI IN PIENA AREA MARINA PROTETTA REGNO DI NETTUNO (ISOLA D’ISCHIA) febbraio 22, 2009

Posted by Andrea in ambiente, salute.
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Un Parco Marino non può tollerare uno scempio del genere. Quotidianamente acque di scolo insozzano il Nostro Mare, la Nostra Dignità. E’ stupefacente nel video l’enorme quantità di liquame sversata nel Porto d’Ischia (AREA MARINA PROTETTA REGNO DI NETTUNO) con sfacciata impunità e senza il minimo buon senso.

Ciò sembra in evidente e palese contrasto con quanto prescritto dal Regolamento dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno che all’Art 6 per la ZONA C prescrive:

“l’accesso alle navi da diporto in linea con i requisiti di eco-compatibilità

che al comma 3 sono rappresentati da:

– unità dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo;
– natanti e imbarcazioni equipaggiati con motore in linea con la direttiva 2003/44/CE;
– navi da diporto in linea con gli annessi IV e VI della MARPOL 73/78

Ci auguriamo che Capitaneria di Porto di Ischia e  il Consorzio dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno vogliano intervenire.

SULL’ISOLA D’ISCHIA 1000 CASE NON ACCATASTATE febbraio 11, 2009

Posted by Andrea in ambiente, economia.
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isoladischiaL’Isola d’Ischia vista con Google Earth

La scorsa settimana un servizio della trasmissione Ballarò segnalava il problema dell’abusivismo edilizio e sottolineava come questo, oltre a essere un problema ambientale fosse anche un problema di evasione fiscale.

Molti di questi immobili non sono infatti registrati al catasto rappresentando così non solo una perdita fiscale per lo Stato ma anche un costo per i Comuni (quindi per tutti noi) con i servizi comunque erogati di nettezza urbana, servizio idrico, strade etc.

Il fenomeno è più grande di quello che si possa pensare e rappresenterebbe un totale di 2 miliardi di euro solo per le case fantasma a causa dell’evasione di Irpef, Tarsu e Ici (quest’ultima per le seconde case).

Colpito dal servizio in questione sono andato a cercare dal sito dell’Agenzia del Territorio se il fenomeno delle case non accatastate esistesse anche sull’Isola d’Ischia, considerata da molti regina dell’abusivismo edilizio con migliaia di richieste di condono edilizio, record in Italia.

Ebbene il risultato è impressionante: sull’Isola “verde” risultano circa 1.000 fabbricati non accatastati e così suddivisi secondo i rispettivi comuni di appartenenza:

Ischia 576
Casamicciola 160
Lacco Ameno 31
Forio 94
Serrara fontana 37
Barano 40

Ora ci si augura che anche qui dai sei Comuni partano i relativi controlli affinché questi fabbricati escano dalla zona d’ombra e dall’evasione fiscale per entrare nel quadro della legalità (se non sotto l’aspetto ambientale almeno per quello fiscale).

INQUINAMENTO DA POLICLOROBIFENILI NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA: LA PAROLA AL GOVERNO dicembre 4, 2008

Posted by Andrea in ambiente, area marina protetta, arpa campania, bonifica, commissione europea, enel, generazione attiva, icram, inquinamento, istituto superiore della sanità, lacco ameno, mare, menia, mura, mussolini, pesci, policlorobifenile, policlorobifenili, prestigiacomo, regno di nettuno, salute, sbarbati, sedimenti.
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On Roberto Menia – Sottosegretario all’Ambiente

Come qualcuno ricorderà lo scorso 5 Giugno avevo scritto sul blog delle interrogazioni parlamentari presentate al Governo (nello specifico al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo) dalle Onorevoli deputate Mura (IDV) 4/00226, Mussolini (PDL) 4/00213 e dalla Senatrice Sbarbati (PD) 2/00008 aventi ad oggetto il grave inquinamento da Policlorobifenili rilevato dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente Campania nel mare dell’Isola d’Ischia.

Oggi, a 6 mesi di distanza e il Governo, per bocca del Sottosegretario all’Ambiente On Menia ha risposto a due delle tre interrogazioni presentate, quelle delle On Mura e Mussolini (resta in attesa di risposta l’interpellanza della Sen Sbarbati).

Una risposta, quella del Governo, (che trovate qui sotto) che conferma tutte le legittime preoccupazioni sollevate in passato sulla questione da Generazione Attiva e rilanciate da questo blog.

Risposta. – In merito a quanto indicato nell’atto di sindacato ispettivo in esame, riguardante la rottura, in data 14 giugno 2007, a causa di ignoti, in località Fundera, dei cavi elettrici ad alta tensione dell’Enel S.p.a., relativi al collegamento sottomarino Cuma-Lacco Ameno, con la conseguente fuoriuscita in mare di olio, contenente PCB policlorofenili e si chiede di conoscere quali atti questo ministero intenda intraprendere per la messa in sicurezza di emergenza e per la bonifica dell’ambiente marino, ai sensi dell’articolo 240 del decreto legislativo n. 152 del 2006, si rappresenta quanto segue.
Con nota del 12 luglio 2007, il comune di Lacco Ameno, nel trasmettere la segnalazione di presunto danno ambientale a seguito della fuoriuscita di olio, promuoveva accertamenti e verifiche, ai fine di valutare l’opportunità di adottare eventuali provvedimenti a tutela della salute e dell’incolumità pubblica.
In data 24 settembre 2007 l’Agenzia regionale protezione ambientale Campania (ARPAC), servizio territoriale del dipartimento provinciale di Napoli, comunicava che, a seguito del campionamento di acqua di mare, le analisi evidenziavano livelli di concentrazione di PCB totali superiori ai valori prestabiliti, quali standard di qualità ambientale per le acque superficiali.
A seguito di ciò, il 7 novembre 2007, la direzione generale qualità della vita di questo ministero, competente per materia, richiedeva alla prefettura di Napoli, ufficio territoriale del Governo, dandone conoscenza all’Enel S.p.A., se la società avesse messo in opera entro le ventiquattrore le misure necessarie di prevenzione e ne avesse data immediata comunicazione, ai sensi dell’articolo n. 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.
L’Enel S.p.A., con nota del 28 novembre 2007, rappresentava che i cavi ad alta tensione del collegamento Cuma-Lacco Ameno contengono fluido isolante a base di alchilati lineari che, secondo studi condotti da laboratori pubblici, non risulta essere né tossico, né nocivo, ma biodegradabile per evaporazione; specificava, inoltre, che la rottura dei cavi sottomarini, che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB in mare, era stata causata da ignoti, e che, pertanto, ad avviso della società, non sussistevano i termini per l’applicazione dei disposti di cui all’articolo 304, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006.
A seguito del consiglio comunale, riunitosi l’11 dicembre 2007, il Sindaco del comune di Lacco Ameno, in relazione alla questione, inoltrava un esposto alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli.
Con nota, poi, del 15 gennaio 2008, la predetta Direzione generale richiedeva all’ARPAC, dandone conoscenza alla Prefettura di Napoli ed all’Enel SpA copia del verbale di sopralluogo effettuato in data 19 luglio 2007 nel sito, al fine di acquisire informazioni circa lo stato dei luoghi.
Successivamente, in data 24 gennaio 2008, la società Enel SpA informava la prefettura di Napoli e gli enti territoriali, nonché l’ARPAC e questo Ministero, dell’avvenuta riparazione del cavo elettrico che ha determinato la fuoriuscita di olio PCB e confermava, a seguito di ulteriori analisi, l’assenza assoluta di qualsiasi contaminante assimilabile ai policlorobifenili (PCB).
Tale assenza si evidenziava anche dal rapporto ARPAC trasmesso in data 12 febbraio 2008, secondo il quale il campione di acqua di mare presentava valori di concentrazione di PCB inferiori al limite di rilevabilità del metodo di analisi; non si escludeva, però, la possibilità che il PCB, rilevato in precedenza con il primo campionamento, si potesse essere depositato sui sedimenti di fondo. Infatti, a parere dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM) i PCB sono inclusi tra i cosiddetti POPs (Persistent Organic Pollutants) e considerati nocivi per l’ambiente e per la salute umana e inseriti, quali inquinanti, anche al punto 11 dell’allegato 1 della tabella 1/B, parte terza, del decreto legislativo n. 152 del 2006, con obbligo di segnalazione al Ministero dell’Ambiente.
Tali oli hanno una scarsa solubilità in acqua e, quando versati in mare, in breve tempo, non sono più rintracciabili in campioni di acqua superficiale, mentre sono assorbiti dal particolato sospeso, si accumulano nei sedimenti ed entrano nelle reti trofiche. Lo stesso Istituto ritiene necessaria ed urgente l’elaborazione di un piano di caratterizzazione, volto ad ottenere dati adeguati a valutare esigenze e modalità di messa in sicurezza e bonifica dell’area in questione.
Il 4 giugno 2008, presso la Prefettura di Napoli, alla presenza degli enti territoriali competenti, dell’ARPAC, nonché della capitaneria di porto di Ischia, della protezione civile, del dipartimento prevenzione dell’ASL Na2 e dell’Enel SpA si è tenuta una riunione sull’adozione delle opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi; con la predetta si è convenuto sull’opportunità di effettuare un prelievo di olio contenuto nei cavi Enel, non interessati dall’incidente del giugno 2007.
L’Istituto superiore per la sanità con nota del 28 luglio 2008, in risposta ad una richiesta di parere di questo Ministero, ha segnalato la necessità di effettuare ulteriori indagini comprendenti campionamenti sui sedimenti e sugli organismi acquatici.
Il caso è costantemente monitorato dagli enti territoriali competenti, nonché dalla prefettura di Napoli, dall’ARPAC, dalla Capitaneria di Porto di Ischia, dal dipartimento prevenzione dell’ASL Na2 e dall’ENEL SpA al fine di adottare le opportune operazioni di caratterizzazione e bonifica dei luoghi.
A seguito di diversi sopralluoghi con conseguente campionamento di fluido presso la cabina di trasformazione della Enel Distribuzione SpA, l’ARPAC, in data 1o agosto 2008, ha trasmesso il Rapporto di prova ed il verbale di campionamento emesso dal Centro regionale siti contaminati, dai quali risulta che il liquido in esame non contiene PCB in quantità significativa.
Anche il Dipartimento delle scienze biologiche dell’Università Federico II di Napoli ha eseguito accertamenti analitici disposti dalla provincia di Napoli nel comune di Lacco Ameno, località Fundera-Bagno Vito; tale dipartimento ha evidenziato che i valori rilevati, relativamente ai sedimenti ed all’acqua prelevati, rientrano nei limiti di legge.
Tutta la vicenda, comunque, è attentamente monitorata dalla competente direzione di questo ministero che, al fine di trovare la miglior soluzione possibile per la risoluzione delle problematiche, è in attesa di ricevere da parte degli enti territoriali i relativi aggiornamenti.
Da ultimo, si rappresenta che l’intera questione è oggetto anche di un reclamo comunitario, caso 4111 del 2008, attualmente all’esame della Commissione europea.

Il Sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare
Roberto Menia

L’ultimo post sul tema: 16 novembre:  PCB: Nonostante gli annunci, dei risultati dell’Asl…

– Tutti i post sull’argomento PCB

VIDEO: 10 Maggio 2008 – TGR MEDITERRANEO “Mistero a Ischia” di Francesca Ghidini.

VIDEO: Aprile 2008 – RAINEWS24 “Ischia, un mare di guai” inchiesta di Flavia Paone.

VIDEO DA YOUTUBEMaggio 2008 – PCB a Lacco Ameno, di Luca T.

ILVA, TARANTO E LA DIOSSINA – BRUXELLES: L’ITALIA RECEPISCA E APPLICHI INTEGRALMENTE LA DIRETTIVA IPPC O LA PROCEDURA D’INFRAZIONE PROSEGUIRA’ novembre 24, 2008

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Taranto e l’ILVA (Foto di Mafe)

Qualche settimana fa sono rimasto colpito leggendo dall’articolo sul sito del Corriere della Sera di Carlo Vulpio A 13 anni ha il tumore da fumo. «E’ la diossina» della gravità della situazione a Taranto, di cui si é occupato in diverse occasioni anche Il Salvagente

Vulpio si chiedeva se Bruxelles era al corrente che Taranto fosse la città più inquinata d’Italia e dell’Europa occidentale per i veleni delle industrie. Ho deciso quindi di chiederlo direttamente ai diretti interessati, interrogando la Commissione Europea sulla questione.

La risposta, che riporto qui di seguito é riassunta nel titolo di questo post, e conferma ancora una volta come troppo spesso chi ci amministra faccia i conti senza l’oste, “dimenticando” che esistono norme comunitarie da cui (FORTUNATAMENTE) non si puo’ scappare!

https://i2.wp.com/publications.europa.eu/code/images/scan/5000200-flag-nb.gif COMMISSIONE EUROPEA

DIREZIONE GENERALE AMBIENTE

Direzione C – Cambiamento climatico e qualità dell’aria

Env.c.4 – Emissioni industriali e protezione dello strato di ozono

Bruxelles, 24 Nov 2008

Oggetto: risposta alla lettera di informazioni in merito all’acciaieria ILVA di Taranto, Italia

Gentile Sig D’Ambra,

La ringrazio della Sua lettera del 22 Ottobre 2008 e delle informazioni sull’acciaieria ILVA di Taranto, che abbiamo letto con la massima attenzione.

L’allegato I della direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (di seguito “direttiva IPPC”) elenca le categorie di attività industriali rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva. Si tratta di impianti per la produzione e trasformazione dei metalli, quali gli impianti di arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici, compresi i minerali solforati (punto 2.1), gli impianti di produzione di ghisa o acciaio (fusione primaria o secondaria, compresa la relativa colata continua di capacità superiore a 2,5 tonnellate all’ora (punto 2.2) e di impianti destinati alla trasformazione dei metalli ferrosi (punto 2.3à. Anche le cokerie rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva IPPC (allegato I, punto 1.3).L’impianto dell’ILVA S.p.a. di Taranto s volge tutte queste attività.

La direttiva IPPC dispone che gli impianti rientranti nel suo ambito di applicazione siano tenuti a operare conformemente ad autorizzazioni che includono valori limite di emissioni basati sulle migliori tecniche disponibili (le cosiddette BAT, Best Available Techniques). La prevenzione o la riduzione delle emissioni nell’aria, nell’acqua o nel suolo deve pertanto essere oggetto delle autorizzazioni ambientali rilasciate conformemente alla direttiva IPPC. Gli impianti esistenti, ossia gli impianti già in servizio prima del 30 Ottobre 1999, dovevano essere messi in conformità ai requisiti della direttiva IPPC entro il 30 Ottobre 2007.

La informo che sulla base delle ultime informazioni ricevute dalla Commissione, l’ILVA S.p.a. non ha ancora ottenuto l’autorizzazione integrata conformemente alla direttiva IPPC.

In merito alla mancanza di progressi nelle procedure di autorizzazione in Italia, compreso il caso dell’impianto dell’ILVA S.p.a., l’8 Maggio 2008 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. La risposta dell’Italia alla lettera di messa in mora è attualmente all’esame.

Qualora fosse necessario, la Commissione prenderà tutte le misure del caso per proseguire la procedura di infrazione a carico dell’Italia per assicurare il recepimento e l’applicazione integrali della direttiva IPPC.

Distinti Saluti

Marianne WENNING

Capo Unità

“Un momento! non s’è ancora asciugato il bianchetto!” ottobre 22, 2008

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Dopo l’ennesima sollecitazione –  in relazione alla poca trasparenza dei risultati delle analisi alla ricerca di PCB e schifezze simile nei pesci del mare di Ischia denunciata già lo scorso 17 Settembre su questo blog – mi risponde Pietro Rinaldi dell’Asl Napoli 2 che mi scrive:

A breve le invieremo i dati da lei richiesti, che, le anticipo, non evidenziano alcuna anomalia.

Cordialmente
Pietro Rinaldi

Non so come mai ma la vicenda mi ha fatto tornare alla mente la famosa vignetta di Forattini del 1999 e al caso della lista contenente i personaggi del kgb che il governo dell’epoca, con a capo D’Alema, tardò a render nota.

In questo caso però stiamo parlando però di salute pubblica oltre che di ambiente.

PCB: l’On Diodato chiede risposte a Bassolino e Ganapini con una nuova interrogazione settembre 23, 2008

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23/09/2008: La posa delle “conchiglie di Ghisa” in Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” (o di Nessuno?!?)

Isola d’Ischia (NA) – Nonostante il silenzio assordante dei vertici dell’AMP Regno di Nettuno, dei 6 Sindaci dell’Isola d’Ischia, delle Associazioni Ambientaliste (e chi più ne ha più ne metta…) Non cala l’attenzione e l’interesse dell’On Regionale Pietro Diodato sul caso dell’inquinamento da PCB nel mare dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”. Nell’attesa che Bassolino e Ganapini si decidano a rispondere all‘interrogazione urgente a risposta scritta dello scorso 5 Agosto (figurarsi se non fosse stata urgente), che l’Asl Napoli 2 renda pubblici i risultati analitici e dettagliati delle analisi sui pesci, vista la gravità della situazione, con l’avvio dei lavori commissionati dall’Enel per la “messa in sicurezza” dei cavi sottomarini con la posa di “anelli di ghisa” sul fondo marino dell’Area Marina “Protetta” Regno di Nettuno (si veda foto in testa). Per questi motivi oltre che per quelli a tutt’oggi rimasti senza risposta l’On Diodato ha presentato quest’oggi una nuova interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente della Giunta Campana e all’Assessore Regionale all’Ambiente. Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

https://i2.wp.com/www.retesei.com/wp-content/uploads/STEMMA%20REGIONE.jpg

Giunta Regionale della Campania
Gruppo Consiliare
Alleanza Nazionale

Napoli, 23 Settembre 2008

Pt. 191

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA E ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Il sottoscritto Pietro Diodato, consigliere della Regione Campania, premesso che:

con l’ordinanza n° 60/2008 a firma del Comandante Gabriele Bonaguidi dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Ischia comunicava che la Società Prysmian Cavi e Sistemi Energia S.r.l. di Milano avrebbe provveduto ad eseguire dei lavori di riparazione del cavo sottomarino n°2 Cuma-Ischia per conto della società Enel S.p.A. dal 20.09 al 20.10.2008 nello specchio d’acqua antistante la spiaggia denominata Suor Angela nel Comune di Casamicciola Terme in piena area protetta;

i lavori preannunciati consisterebbero nella posa di diverse “conchiglie” in lega metallica (ghisa) nell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” istituita con Decreto Legge pubblicato sulla G.U. del 10.04.2008. Ecosistema indicato come “habitat prioritario” nell’allegato I della Direttiva Habitat (Dir. N° 92/43/CEE);

tale episodio è soltanto l’ultimo di una serie di palesi violazioni alla legge 6 Dicembre 1991, n. 394. L’articolo 19, comma 3, di predetta legge vieta tassativamente qualsiasi attività che possa causare modifiche o irreversibili distruzioni dell’area marina protetta e delle finalità istitutive del’area;

nel tratto di mare tra l’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e Lacco Ameno più volte si sono riversati quantità incredibili di idrocarburi, di fluidi isolanti contenenti PCB (verbale del Comune di Lacco Ameno prot. 9186 del 10 Luglio 2008) e di Alchilbenzeni lineari, senza che si sia riusciti fino ad oggi ad accertare, per un incredibile gioco a rendere inaffidabili gli esiti degli esami chimici dell’acqua, le eventuali responsabilità dell’Enel;

nell’intento di dare alla vicenda una conclusione che renda finalmente giustizia ai cittadini di Lacco Ameno e ristabilisca i parametri ambientali alterati dal ripetuto inquinamento delle acque, interroga il Presidente della Giunta della Regione Campania e l’Assessore all’Ambiente per conoscere se risponda al vero che:

1. I 4 cavi elettrici ad olio fluido in esercizio tra Cuma e Lacco Ameno siano privi della prevista autorizzazione regionale per l’esercizio di una linea elettrica a 150mila Volt;

2. l’ingegnere Angelo Caggiano dell’Amministrazione Provinciale di Napoli, Settore Ambientale, Direzione Tutela e Monitoraggio delle Acque – difesa suolo e demanio idrico abbia (verbale n. 9186 del 10.07.2008 del Comune di Lacco Ameno) sostenuto che i quattro cavi in questione risultano essere privi della concessione demaniale per il loro posizionamento nel tratto di mare tra Cuma e Lacco Ameno;

3. siano state adottate metodiche e prelievi che a tutt’oggi non hanno reso possibile l’accertamento delle responsabilità del pericolosissimo inquinamento del tratto di mare tra l’Area Protetta ed il Comune di Lacco Ameno;

4. quali iniziative intendano adottare affinché siano:

a) attivati adeguati interventi di bonifica dello specchio d’acqua ischitano interessato dall’inquinamento da PCB e Alchilbenzeni lineari;

b) rispettate le normative inerenti alle concessioni demaniali e dei titolo abilitativi all’esercizio in area marina protetta;

c) rimosse le opere di provata pericolosità e d’inquinamento marino in area marina protetta.

On. Pietro Diodato

PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA – NUOVA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ON. PIETRO DIODATO agosto 6, 2008

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https://i0.wp.com/www.consiglio.regione.campania.it/crc/jsp/foto/DIODATO_Pietro.jpgPietro Diodato, Consigliere Regionale della Campania (Alleanza Nazionale)

Il periodo estivo non ferma la voglia di far luce sulla vicenda dell’inquinamento da PCB nel mare dell’Isola d’Ischia.

Appena qualche giorno fa veniva riportata su questo blog la volontà della Commissione Europea di mettersi in contatto con le Autorità Italiane per verificare il rispetto delle norme comunitarie su quanto accaduto davanti alle coste di Lacco Ameno e Casamicciola Terme, sull’Isola d’Ischia.

Molti inoltre ricorderanno come già lo scorso 12 Maggio il Consigliere Regionale Campano On. Pietro Diodato parlò di “Disastro ambientale senza precedenti” e si attivò sulla vicenda con un’interrogazione regionale.

Proprio in ragione del fatto che ad ogg dalla Regione Campania non sono arrivate le risposte e i chiarimenti richiesti l’On. Diodato ha quindi presentato nella giornata di ieri martedì 5 Agosto una nuova interrogazione (urgente e a risposta scritta) al Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino e all’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Dott. Walter Ganapini.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione.

Prot. n. 164
Napoli,  5 agosto 2008

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE CAMPANIA, ALL’ASSESSORE ALL’ AMBIENTE.

(altro…)

L’inquinamento marino dell’Isola d’Ischia arriva a Bruxelles – Gli Europarlamentari Aita e Guidoni interrogano la Commissione giugno 12, 2008

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Gli Europarlamentari Vincenzo Aita (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani)

INTERROGAZIONE SCRITTA E-3253/08
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla Commissione

Oggetto: Disastro ambientale ad Ischia

Il 14 giugno 2007, è avvenuta la rottura di uno dei 4 cavi elettrici sottomarini ad alta tensione che costituiscono una linea elettrica che la società Enel spa mantiene, seppure mai autorizzata dalle competenti autorità italiane, tra Cuma, sulla costa della Campania, e Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. All’interno di ogni cavo c’è un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri.

La rottura del cavo Enel ha causato la dispersione di olio fluido in mare e su altre matrici biologiche, con relativo inquinamento da Policlorobifenili (PCB, il cui utilizzo peraltro è stato vietato dalle autorità italiane già nel 1984) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Alchil benzene–lineare (Idrocarburi Aromatici) dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e nell’ecosistema più importante del mar Mediterraneo indicato come “habitat prioritario” nell’allegato I della Direttiva Habitat (92/43/CEE), costituito dalle Praterie di Posidonia Oceanica.

Considerando il fatto che la zona toccata dalla dispersione di materie inquinanti è sito di interesse comunitario, non ritiene opportuno la Commissione intervenire in difesa di un patrimonio ambientale comunitario?

Ischia: PCB nel mare – DIODATO (AN):”Disastro ambientale senza precedenti” maggio 14, 2008

Posted by Andrea in ambiente, cancerogeno, capitaneria di porto, casamicciola, diodato, enel, iarc, inquinamento, ischia, lacco ameno, mare, olio fluido, pcb, procura della repubblica, salute, turismo.
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Quanto denunciato dal Comitato Vivere a Lacco Ameno a proposito dell’inquinamento dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno causato dall’Enel ha dell’incredibile – ha affermato Pietro Diodato. Tonnellate e tonnellate di Policlorobifenili, Idrocarburi Policlici Aromatici ed Alchil benzene-lineare hanno prodotto un disastro ambientale senza precedenti , se si esclude il terremoto di Casamicciola, e pari soltanto a quello dell’Arenile ed al tratto di mare di Coroglio, i cui effetti difficilmente potranno essere cancellati in tempi brevi.
I PCB sono per tossicità, nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, tra gli inquinanti più pericolosi in quanto producono all’uomo gravissimi danni alle vie respiratorie ed al sistema cardiovascolare – ha continuato Diodato – al punto che l Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (IARC) di Lione li ha classificati come agenti cancerogeni per l’uomo.
Lascia sconcertato il comportamento della Capitaneria di Porto Circolare Ischia, istituzionalmente preposta alla protezione ed alla tutela dell’ambiente marino, che anziché bloccare immediatamente il rilascio degli inquinanti in mare, ha consentito che l’Enel per oltre 180 giorni inondasse la riserva marina, le spiagge e le praterie di Posidonia di un incredibile quantità di olio fluido. La stagione balneare è oramai alle porte. E’ impensabile che anche quest’anno migliaia e migliaia d’ignari cittadini possano continuare – così come è avvenuto lo scorso anno – ad immergersi in un mare di pericolosi composti chimici ed agenti cancerogeni – ha concluso Pietro Diodato. Su questi temi ho richiesto la convocazione immediata della VII Commissione e coinvolto gli assessori all’Ambiente, al Turismo, alla Sanità, alle Attività Produttive con la speranza di avere immediate risposte, altrimenti non mi resterà altro da fare che trasmettere l’intero fascicolo alla Procura della Repubblica.

Comunicato Stampa Pietro Diodato

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