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Nessuna grazia a Bruno Contrada dicembre 26, 2007

Posted by Andrea in andreotti, borsellino, bruno contrada, cassazione, castello utveggio, cossiga, grazia, grillo, mastella, napolitano, paolo borsellino, salvatore borsellino, stato.
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Aggiornamento 06/01/08
Le conclusioni della sentenza di I grado (1996)

La sentenza d’appello (2006)

https://i0.wp.com/www.rainews24.it/ran24/immagini/contrada_bruno.jpg

Lettera di Salvatore Borsellino a Beppe Grillo

Caro Beppe,
Mi sento in dovere di aggiungere queste mie considerazioni personali alle dichiarazioni di mia sorella Rita, che ho sottoscritto insieme a tutta la famiglia Borsellino, sulla incredibile vicenda della possibile concessione della grazia ad un traditore dello Stato che finora ha scontato solo 7 mesi sui 10 anni di detenzione a cui e stato condannato in via definitiva dallo corte di Cassazione.
Personaggio sul quale pesano peraltro gravissimi sospetti, oggetto di indagini purtroppo ancora in corso dopo ben quindici anni, in merito alle telefonate intercorse, 80 secondi dopo la strage, tra il castello Utveggio, dal quale e probabilmente stato azionato il telecomando per l’esplosione dell’ autobomba, da una utenza clonata intestata a Paolo Borsellino e l’ utenza dello stesso Contrada.
Come risulta da carte processali “si segnala l’esigenza di approfondire ipotesi ed elementi sin qui trascurati, nella prospettiva di individuare complici e mandanti esterni all’associazione mafiosa. Si individua un cospicuo raggio di attività investigative aventi oggetto organismi e persone che potevano contare sulla disponibilità dei locali di Castello di Utveggio, sede del Sisde, controllato a Palermo dal dottor Contrada”. Quella sede del Sisde smantellata pochi giorni dopo la strage perché evidentemente aveva esaurito il suo compito.
Basterebbero questi sospetti e l’esistenza di queste indagini per rendere inopportuna anche solo l’ipotesi della concessione della grazia ad un individuo sul quale pesano sospetti di questo genere ma per di piu anche dal punto di vista tecnico mi risulta che per reati di mafia (compresi nell’elenco di cui all’art 4 bis ord.pen.) non è possibile nè la sospensione della pena nè le misure alternative tra cui la detenzione domiciliare, salvo non collaborino con la giustizia.
Per sapere quello che mio fratello Paolo pensava di Bruno Contrada basta ricordare l’episodio, riportato in atti processuali, nel quale avendo Paolo sentito fare quel nome a tavola da un funzionario di polizia amico della figlia, era sobbalzato dicendo “chi ti ha fatto quel nome? puo bastare pronunciarlo a sproposito per morire”.
In quanto al cosiddetto ministro di grazia e giustizia non poteva che essere affidata ad un uomo come lui, che ha cosi bene portato a compimento i compiti di sottrarre inchieste scottanti ai loro giudici naturali, conditi da sottrazioni di incartamenti dalle casseforti del tribunale di incartamenti relativi a processi prima che al giudice che l’aveva in carico ne fosse comunicata l’avocazione, di portare a termine questo compito.
Risulta cosi chiara la missione storica che lo stesso Mastella dichiara essergli stata affidata da Giulio Andreotti nel momento in cui, prima riluttante, fu convinto dallo stesso Andreotti, oltre che da Cossiga, ad accettare questo incarico.

Commenti»

1. Mario Bitonti - dicembre 27, 2007

Sono single. Proprio così. Non fraintendete, single è solo un termine molto in voga ora da noi e per questo il’ho usato per far capire a tutti che mi sento IL SOLO in Italia a non aver mai commesso qualcosa di losco.

2. Andrea D'Ambra - dicembre 27, 2007

Non sei il solo Mario… è solo difficile sentirsi rappresentati da questi personaggi…

3. Pasqualino Sanna - dicembre 28, 2007

caro salvatore borsellino e famiglia mi stupisce che proprio voi che avete avuto la fortuna di avere per parente un grande servitore dello stato abbiate perso di vista il principio fondamentale del nostro ordinamento giuridico, o forse per certe persone non esiste più la presunzione di innocenza fino a prova contraria?

4. beppe mignemi - dicembre 28, 2007

a Pasqualino Sanna:
presunzione di innocenza ??? C’e’ una condanna definitiva in cassazione. Non fare il presuntuoso con discorsi ‘giuridici’ verso gente che ha molta piu’ competenza e senso della legalita’ di te, hai appena dimostrato ignoranza in materia.
Detto questo, mi dispiace che Contrada stia male, ma come lui e peggio di lui stanno altre migliaia di detenuti; ti occupi tu di chiedere la grazia per tutti?

5. Andrea D'Ambra - dicembre 28, 2007

Pasqualino come ti ha ricordato Beppe, contrada è stato condannato in via definitiva.

6. Pasqualino Sanna - dicembre 28, 2007

a Beppe Mignemi
caro beppe penso che la tua sia molto più grande della mia. mi conosci? sai chi sono? io non ho accusato nessuno di essere presuntuoso ne ho mai pensato di essere un esperto giurista, però penso di avere una certa esperienza anche perchè non sono più un ragazzino e poi prima di esprimere un parere mio personale mi sono preso la briga di leggere le tante pagine che motivano la sentenza di condanna. forse dovresti fare lo stesso e poi potresti esprimere un giudizio. e certo tanti altri detenuti stanno come e forse peggio di lui e sicuramente nel limite delle mie possibbilità di singolo cittadino sollevo la mia voce per dare attenzione anche a tutti loro.

7. pippo - dicembre 29, 2007

Per la prima volta nn sono d’accordo con Grillo con quello che ha scritto. Ricordo che Contrada è stato processato da pentiti di mafia arrestati da lui e assolto,gli atti del processo di 2000 pagine parlano chiaro non ci sono prove documentali solo testimoni(pentiti), carabinieri e poliziotti che dopo la testimonianza sono stati promossi e ad oggi uno di essi è indagato insieme a Cuffaro per concorso esterno in associazione mafiosa,nè le famiglie delle vittime nella qualità possono dire se una persona debba ottenere la grazia oppure no è come se loro decidessero per una condanna a morte quando si sa che se si parla di mafia nulla è chiaro nemmeno le sentenze.La questione è molto delicata perchè si parla della vita di una persona che è stata condannata dalla giustizia italiana e dall’opinione pubblica per fatti che nessuno ha visto,altrimenti perchè tanta polemica e tanti dubbi? la giustizia non dovrebbe essere certezza?per un ergastolano che ha commesso 40 omicidi sarebbe facile rispondere alla richiesta di grazia “no!” ma per un uomo che è stato prima assolto e poi mentre indagava su chi lo aveva accusato è stato riprocessato dopo pochi mesi e condannato in cassazione con gli stessi capi d’imputazione e gli stessi atti,mi dispiace credo di avere un lieve ma ragionevole dubbio, poi magari mi sbaglierò quando si verrà a sapere tutta la verità(prima o poi salterà a galla i figli ne hanno fatto una ragione di vita). Ad ogni modo il post di Grillo è troppo striminzito per un processo che è durato anni e per atti di un processo che messi assieme formano un palazzo di 3 piani,mi dispiace dirlo. Io avrei scritto di Mastella che è veramente un demente(“…é un atto dovuto”) nell’esercizio delle sue funzioni, ma le vittime di mafia non possono esprimersi non fanno cosa giusta mi dissocio.Inoltre ricordo che una Corte lo aveva assolto perché il fatto non sussiste e che per condannarlo, in assenza di riscontri oggettivi alle accuse farneticanti dei criminali reo confessi, si è dovuti ricorrere alla teoria della convergenza del molteplice. Dico solo che ne io ne voi ne altri possono riprocessarlo,nel dubbio della sentenza e nella certezza delle sue condizioni di salute si chiede la grazia che può essere data d’ufficio dal PDR niente di più.Rimane comunque un condannato al quale si da l’umana possibilità di morire in casa con i fratelli ed i figli(servitori anch’essi atuttoggi dello Stato)che per 15 anni hanno sofferto questa situazione senza averne alcuna colpa.Non è un assoluzione.Non è scandalo.Andreotti e Carnevale è scandalo! Stessi pentiti stesse accuse,sentenza diversa.E poi ribadisco che nel topic di Grillo si intravede una vena mediatico-populista che mi delude.Risulta che le dichiarazioni degli stessi pentiti siano state bollate come “inattendibili” in diversi altri processi che li vedono protagonisti(Andreotti,Carnevale) quindi non sempre i pentiti dicono il vero, ricordiamoci che sono delinquenti fra l’altro arrestati dallo stesso Contrada negli anni 80 che nella sua carriera ha ricevuto onori dallo Stato e dall’opinione pubblica in passato, colluso con la mafia o no ha sbattuto dentro diverse persone.Se collabora in teoria è meglio per lui, se non collabora in teoria è meglio per lui.Che ne sai tu, che ne so io, che ne sanno gli altri?

“Contrada agiva nelle istituzioni, ma per conto di chi? Se non vuole rispondere a questa domanda deve rimanere in carcere. O forse è perché non risponde che lo si vuole graziare?” dice Beppe

E se risponde che succede a lui ed alla sua famiglia? Se si ostina a non rispondere vorrà dire che il carcere a vita è meglio della verità? perchè una persona preferisce il carcere al fare dei nomi cosa che invece lo farebbe uscire per riabbracciare i suoi cari da eroe? non dispone delle garanzie giuste? la nuova normativa sui collaboratori di giustizia (febbraio 2001) tutela meglio i collaboratori o obiettivamente peggio? chi rischierebbe con questa normativa di collaborare con la giustizia? si sta incentivando la figura del collaboratore di giustizia o la si sta sopprimendo? l’omertà è giunta in parlamento? non doveva essere nelle aride terre siciliane come è arrivata fino a lì?Chi potrebbe avere interessi a tenerlo dentro con la bocca chiusa o visto che tiene la bocca chiusa a tenerlo fuori? Chi ha paura di Contrada? e Contrada di chi ha paura?

un giorno forse si saprà nel frattempo facciamo gli innocentisti ed i colpevolisti che a noi italiani riesce bene.

aggiungo infine ciò che recita il codice penale:

“la gravità della malattia fisica implica,da una parte, l’oggettiva serietà del male; dall’altra, un giudizio relativistico che tenga conto delle condizioni di efficienza sanitaria del singolo istituto carcerario.Come ha ben osservato la Corte di cassazione, dovrà tenersi conto della possibilità di fruire, in stato di libertà, di cure e trattamenti sostanzialmente diversie più efficaci rispetto a quelli che possono essere prestati in regime di detenzione”

stop

8. Andrea D'Ambra - dicembre 29, 2007

“C’è un equivoco di fondo.Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla
magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può
fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il
dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali”

Paolo Borsellino

9. Andrea D'Ambra - gennaio 2, 2008

False Dichiarazione di Contrada

Di Salvatore Borsellino

Non si puo’ che restare allibiti nel leggere l’ultima esternazione dell’avvocato Lipera che asserisce di riferire frasi raccolte dal suo assistito, il Sig. Contrada, in un colloquio avuto presso l’ospedale Cardarelli di Napoli.
Il suddetto Contrada avrebbe testualmete detto:”Di Paolo Borsellino ho un grandissimo ricordo. Con lui c’era un’ottima collaborazione professionale, ma anche un’amicizia che ci portava a frequentarci fuori del lavoro”.
Di fronte a una dichiarazione così aberrante e al di fuori della realta’ accertata in piu’ gradi processuali fino alla sentenza definitiva della Cassazione sono possibili due ipotesi.
La prima e’ che l’avvocato Giuseppe Lipera continui autonomamente nella sua opera di disinformazione tesa a mistificare la realta’ presentando all’opinione pubblica un traditore dello Stato come una vittima di chissa’ quali macchinazioni ed attribuendo alla durezza del regime carcerario le condizioni fisiche dello stesso Contrada, dovute invece per la maggior parte ad un digiuno volontario attuato allo scopo.
La seconda e’ che il quadro clinico denunciato sia effettivamente così grave, perlomeno a livello cerebrale, da avere completamente ottenebrato la mente dello stesso Contrada tanto da far nascere nella sua mente ricordi non assolutamente corrispondenti ed anzi in assoluto contrasto con la realta’.
Non e’ assolutamente spiegabile altrimenti quanto risulta da atti processuali e quanto mi sono ancora oggi fatto ribadire dalla figlia maggiore di Paolo, cioe’ che almeno in due occasioni Paolo avesse reagito al solo sentire il nome di Contrada, peraltro neanche noto al resto dei suoi familiari, dicendo esplicitamente che sarebbe stato meglio che nemmeno pronuziassero nemmeno nome dato che si trattava di un individuo estremamamente pericoloso.
Non bisogna poi dimenticare come il pentito Gaspare Mutolo avesse fatto a Paolo, in un colloquio non verbalizzato, il nome di Contrada insieme a quello del Giudice Signorino.
Paolo fu ucciso la settimana prima dell’incontro che avrebbe dovuto avere con Mutolo per verbalizzare queste dichiarazioni.
Il giudice Signorino si uccise quando cominicarono a trapelare le voci sulle dichiarazioni di Gaspare Mutolo.
Contrada e’ oggi in carcere per scontare una condanna definitiva e tenta di far parlare i morti e sfruttare la sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino per non pagare il suo debito con la societa’.

10. Giovanni Nuvoli - gennaio 6, 2008

Salvatore Borsellino

meglio non tenere in considerazione che, ritiene di essere famoso, basandosi sui cadaveri in famiglia.

riporto dal tuo intervento, un passo:

“Basterebbero questi sospetti e l’esistenza di queste indagini per rendere inopportuna anche solo l’ipotesi della concessione della grazia ad un individuo sul quale pesano sospetti di questo genere ma per di piu anche dal punto di vista tecnico mi risulta che per reati di mafia (compresi nell’elenco di cui all’art 4 bis ord.pen.) non è possibile nè la sospensione della pena nè le misure alternative tra cui la detenzione domiciliare, salvo non collaborino con la giustizia.”

infatti ha ragione, tutto il tuo ragionamento e’ prettamente “giustizialista”, basato sul “sospetto” e non sulle “prove” che mancano nel processo del povero Bruno Contrada.

In un sistema giudiziario di “mondezza” come quello italiano, i sospetti si distribuiscono dove tira il vendo, ovviamente sempre verso la destra, mai il vanto volge a sinistra.

mi turo il naso e ti saluto


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