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Inchiesta del “Messaggero” maggio 11, 2007

Posted by Andrea in agcom, antitrust, authority, bersani, bruxelles, cnsu, commissione europea, consumatori, corrado giustiniani, costi di ricarica, d'ambra, Davide Vs Golia, forio, giovani, governo, il messaggero, inchiesta, ischia, napoli, petizione, studenti, unione europea.
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Sul “Messaggero” di oggi, alle pag. 22-23 c’è un articolo, che rientra nell’inchiesta realizzata sui giovani, realizzata da Corrado Giustiniani che vi invito a leggere e vi riporto qui di seguito (cliccate su more…)

Ringrazio il Dott. Giustiniani ed Il Messaggero.

Andrea D’Ambra

——

Il MESSAGGERO – 11/05/2007

L’INCHIESTA La battaglia di un giovane che sfida i poteri forti
<<Io, Davide, così ho sbaragliato i Golia del telefono>>
Da solo, a 23 anni, fa cancellare la tassa di ricarica scrivendo alla Comunità europea

Dal nostro inviato CORRADO GIUSTINIANI

ISCHIA (Napoli) – Utenti italiani di cellulari, popolo delle carte prepagate, se ora non versate più quegli odiosi “costi di ricarica”, per cui su 10 euro, ben 2 venivano indebitamente sottratti al consumo per finire nelle tasche dei gestori (4 euro su una carta da 20, 5 su una da 50), il merito non è di una delle venti associazioni di consumatori che operano nel Belpaese. E nemmeno delle due Authority che hanno la vigilanza sul settore: l’Antitrust e quella per la garanzie nelle Comunicazioni. E neppure del governo che alla fine, con un decreto legge, ha messo il cappello sull’intera operazione.

No: se tutti insieme – e siete davvero tanti, visto che il 91 per cento delle linee attive in Italia funziona via carta prepagata – avete risparmiato una cifra da far tremare i polsi, 1 miliardo e 700 milioni di euro l’anno, dovete dire grazie semplicemente a un ragazzo di 23 anni, figlio di un’interprete e di un maresciallo dei Carabinieri. Andrea D’Ambra, diplomato in ragioneria e studente di Scienze Politiche fuori corso all’Università Federico II di Napoli. E’ il Davide di Ischia che da solo ha sconfitto Telecom, Vodafone, Wind e H3G, ovvero i Golia della telefonia mobile.

Una storia sublime e paradossale, quella che Andrea, racconta seduto alla scrivania della sua stanzetta, all’ultimo piano dell’appartamentino su tre livelli dove vive con la famiglia in quel di Forio, villaggio della costa occidentale dell’isola, all’ombra del monte Epomeo. Essa rivela i tanti vizi “local” della società italiana, ma insieme anche le chance di riscossa ce il mondo “global” ti offre: si può fare del bene a milioni di consumatori, continuando a vivere su un’isoletta. Bastano una linea telefonica, un computer , una connessione in rete e una straordinaria determinazione. C’è poi lo zampino di Cupido che innesca la vicenda. Tutto in fondo comincia nel marzo del 2006, quando Andrea va a trovare la sua fidanzata francese, Charlotte, che vive a Chambery, la capitale della Savoia. I due entrano in un negozio e lei compra una ricarica offerta in promozione: con 25 euro, gliene danno una da 30. Ma in Francia non ci sono i costi di ricarica? No, non ci sono. Tornato a Ischia, accende il computer, il suo filo diretto con il mondo, e comincia a smanettare. No, quest’onere non esiste in nessun paese d’Europa. “Sono a Dubai e non c’è nemmeno qui” gli scrive un internata. “Neppure in Thailandia” gli comunica un altro. Sbalordito, Andrea contatta, una per una, le organizzazioni dei consumatori, Adusbef, Movimento difesa dei cittadini, Federconsumatori…. ”Lasci stare, quella è un’imposta governativa” è la risposta più frequente che gli tocca di ascoltare.

Allora invia un fax alle due Authority, Antitrust e Agcom, esponendo i dettagli del problema. Come andar di notte, nemmeno una risposta. Ma, intanto, il ragazzo aveva già deciso la mossa giusta: spedire una e-mail all’Unione europea, il 2 Aprile, lanciando nel contempo una vera e propria petizione. A Bruxelles devono avere più tempo da perdere o più voglia di ascoltare che nei palazzi e nelle sedi sindacali romane. E un mese dopo, il 3 di Maggio, Angel Tradacete Cocera, direttore dell’Unità cartelli, industria di base ed energia, gli scrive: “La Direzione generale Concorrenza della Commissione europea tiene nella massima considerazione quanto da Lei denunciato e ha provveduto a prendere contatto con le Autorità italiane al fine di ottenere ulteriori informazioni. Nel ringraziarla, Le porgo cordiali saluti.” Anche la forma vuole la sua parte e Andrea si sente come rigenerato. Ma la forma in questo caso è anche sostanza: l’intervento dell’Unione europea spingerà le Authority italiane ad avviare un’indagine e poi il governo ad abolire i costi di ricarica. Passeranno ancora sette mesi, però, prima che i consumatori ne avvertano i benefici concreti. Ognuno si faccia i suoi conti. Intanto Andrea continua a raccogliere firme. Gli dà una bella spinta Beppe Grillo, che il 10 Maggio scrive della petizione sul suo sito: in un lampo, arrivano via Internet 10 mila sottoscrizioni.

Il 7 Giugno le prime 300 mila firme sono pronte per essere spedite a Bruxelles. Il ragazzo ha scoperto che il canale più conveniente, e tracciabile, è un servizio di Poste Italiane nemmeno troppo pubblicizzato: si chiama “Quick pack Europe”. A ottobre, nuova tranche da 300 mila firme., La spedizione costerà in tutto 300 euro. Per finanziarla si fa stampare 100 magliette nere con il logo della campagna contro i costi di ricarica. le paga 5 Euro l’una, le rivende a otto.

Dopo le due spedizioni arriveranno ancora firme, fino al tetto di 820mila: la più grande petizione che sia mai stata compiuta in Italia. Lanciata con un pc, da una casetta dell’isola di Ischia.

Ma proprio il 7 giugno le due Authority annunciano da un’indagine conoscitiva congiunta sui costi di ricarica. “Durerà due mesi” assicura Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le garanzie sulle comunicazioni. Ma ce ne vorranno cinque. Conclusione: quei costi vanno soppressi. L’Agcom fissa una data limite: metà febbraio di quest’anno. Ma Pierluigi Bersani, ministro per lo Sviluppo economico, brucia Calabrò sul tempo di 15 giorni, intervenendo con un decreto. E il 4 Marzo, dopo la conversione in legge, gli operatori telefonici vengono obbligati ad adeguarsi.

Intanto il giovane da vita a una nuova associazione di consumatori. Si chiama Generazione Attiva e conta già 3mila tessere, da Beppe Grillo a Maria Fida Moro. “Ora ci batteremo per l’abolizione degli scatti alla risposta – annuncia il ragazzo – E anche perché Poste Italiane ripristini il bollo sulla corrispondenza in arrivo. Così potrai dimostrare che una bolletta ti è giunta in ritardo e sottrarti al pagamento degli interessi di mora”.

Mentre Andrea parla, papà Giovanni gira la pasta nel sughetto di gamberetti e zucchine lasciato da mamma Adelaide, ancora al lavoro.

Maresciallo, ma non è orgoglioso di questo suo figlio? “Si che lo sono. Ma ha sacrificato un anno della sua vita a questa causa. Avrei preferito che studiasse, che pensasse al futuro”.

Il futuro di Andrea, per il momento, sono le elezioni al Consiglio nazionale degli studenti universitari, per le quali si è candidato. La speranza è che uno così non sia costretto un giorno a fare il giro delle sette chiese pur di trovare un posto qualsiasi, in un’Italia blindata contro il rinnovamento generazionale e schiavo delle corporazioni, dell’essere “figlio di” o “affiliato a”.

Perché lasciando la vecchia strada e premiando una buona volta l’iniziativa e la competenza non apriremo il futuro soltanto a giovani come Andrea, ma all’intero paese.

 

Commenti»

1. rosita - maggio 11, 2007

Era ora che qualcuno lo scrivesse chiaramente che il governo non ha fatto una benemerita cippa per aiutare i consumatori!!! Bravo Andrea continua cosi io sarò al tuo fianco.

2. fede - maggio 13, 2007

Stasera guardiamo Report su Rai3 alle 21.30! Si parlerà di Wind! Stiamo a vedere… Ciaooo


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