PCB: PERCHE’ L’ASL NAPOLI 2 NON RENDE PUBBLICI I RISULTATI DETTAGLIATI DELLE ANALISI EFFETTUATE SUI PESCI? settembre 17, 2008
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Ischia (NA) – 17 Settembre 2008 – Sono passati ormai diversi mesi da quando lo scorso Gennaio 2008 Generazione Attiva, Associazione nazionale indipendente in difesa dei cittadini-consumatori presieduta da Andrea D’Ambra era stata la prima ed unica associazione ad aver scritto all’Asl Napoli 2 per richiedere la “verifica dei livelli di PCB (policlorobifenili), IPA (idrocarburi policromatici) e alchil benzene lineari, presenti nei prodotti ittici provenienti dalle zone di mare intorno all’isola d’Ischia a seguito di inquinamento ambientale di PCB”.
La stessa richiesta venne sollecitata una seconda volta in data 24 Marzo dopo che, trascorsi due mesi dalla prima richiesta non era giunta alcuna notizia da parte dell’Azienda Sanitaria Locale Napoli 2.
Il 4 Aprile finalmente arrivava una prima risposta, a firma del Dott. Achille De Rosa del Dipartimento Prevenzione Asl Napoli 2, Unità Operativa Ispezione e Vigilanza dei prodotti della pesca con la quale, si informava l’Associazione: – di aver effettuato presso il mercato all’ingrosso di Pozzuoli prelevamento di campioni di prodotti ittici “pescati nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia; – che dagli esiti dei campioni prelevati in data 15 Gennaio 2008 è emerso che i livelli di contaminazione riscontrati “non sono significativi, come confermato anche dal Dott Gallo del Dipartimento di Chimica dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici che ha svolto le indagini analitiche;
- che in data 11 Marzo 2008, al fine di monitorare l’andamento di questi contaminanti l’Asl Napoli 2 aveva provveduto al prelievo di altri campioni di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’isola d’Ischia “i cui risultati a tutt’oggi non sono ancora noti”.
Dopo un mese, il 9 Maggio, con una nota a firma del responsabile del dipartimento prevenzione dell’unità veterinaria dott. Massimo Barbato l’Asl Napoli 2 scriveva a Generazione Attiva che il risultato delle analisi era “favorevole”.
Tenendo conto che all’Associazione non sono pervenuti né i risultati analitici e dettagliati dei campioni prelevati in data 10/01/2008 da cui secondo l’Asl Napoli 2 sarebbe emerso “che i livelli di contaminazione riscontrati non sono significativi” quelli dei campioni prelevati in data 11/03/2008 di pescato catturato nelle zone di mare intorno all’Isola d’Ischia i cui i risultati in data 04/04/2008 “non erano ancora noti” Generazione Attiva ha per questi motivi chiesto ai sensi della Legge 241/1990, in data 10 Maggio 2008, di poter accedere ai risultati analitici e dettagliati di tutte le analisi che sono state finora effettuate (10/01/2008; 11/03/2008 nonché altre eventualmente effettuate successivamente a tali date).
Da allora l’Asl si è limitata soltanto lo scorso 16 Giugno 2008 ad una nota a firma del Dott. Achille De Rosa nella quale si invitava ad inviare la richiesta al Direttore U.O.C. Affari Legali ASL Napoli 2 Avv. Florio oppure al Direttore del Dipartimento, Dott. A. Orlando, “persone informate dei fatti”.
Nonostante siano trascorsi oltre 4 mesi dalla richiesta di accesso ai risultati dettagliati delle analisi tendenti a scovare PCB nei pesci dell’Isola d’Ischia questi non sono ad oggi mai pervenuti a Generazione Attiva.
Una domanda sorge allora spontanea davanti ad un tale comportamento che si potrebbe generosamente definire “poco trasparente”. La domanda è la seguente: perché, se tutto è nella norma e i livelli di contaminazione da PCB nei pesci non sono significativi l’Asl Napoli 2 non rende pubblici e consultabili i risultati analitici e dettagliati di queste analisi inviandoli a Generazione Attiva? Cosa osta a ciò? Si potrebbe così almeno rassicurare definitivamente la popolazione su uno dei numerosi e preoccupanti aspetti che gravita intorno alla vicenda dell’inquinamento da PCB delle acque dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno.
GENERAZIONE ATTIVA
ASS. NAZ. INDIPENDENTE IN DIFESA DEI CITTADINI-CONSUMATORI
www.generazioneattiva.it
I post precedenti sul caso PCB nel mare dell’Isola d’Ischia
6 Agosto 2008 – PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA – NUOVA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ON. PIETRO DIODATO
PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA – NUOVA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE ON. PIETRO DIODATO agosto 6, 2008
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Pietro Diodato, Consigliere Regionale della Campania (Alleanza Nazionale)
Il periodo estivo non ferma la voglia di far luce sulla vicenda dell’inquinamento da PCB nel mare dell’Isola d’Ischia.
Appena qualche giorno fa veniva riportata su questo blog la volontà della Commissione Europea di mettersi in contatto con le Autorità Italiane per verificare il rispetto delle norme comunitarie su quanto accaduto davanti alle coste di Lacco Ameno e Casamicciola Terme, sull’Isola d’Ischia.
Molti inoltre ricorderanno come già lo scorso 12 Maggio il Consigliere Regionale Campano On. Pietro Diodato parlò di “Disastro ambientale senza precedenti” e si attivò sulla vicenda con un’interrogazione regionale.
Proprio in ragione del fatto che ad ogg dalla Regione Campania non sono arrivate le risposte e i chiarimenti richiesti l’On. Diodato ha quindi presentato nella giornata di ieri martedì 5 Agosto una nuova interrogazione (urgente e a risposta scritta) al Presidente della Giunta Regionale Antonio Bassolino e all’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Dott. Walter Ganapini.
Qui di seguito il testo dell’interrogazione.
Prot. n. 164
Napoli, 5 agosto 2008INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE CAMPANIA, ALL’ASSESSORE ALL’ AMBIENTE.
L’UE sul disastro ambientale ad Ischia: “Ci metteremo in contatto con le autorità italiane per verificare la corretta applicazione delle norme comunitarie” agosto 4, 2008
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Stavros Dimas – Commissario UE all’Ambiente
“La Commissione si metterà in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie. “
Così si conclude la risposta della Commissione Europea all’interrogazione “Disastro ambientale ad Ischia” dello scorso 11 Giugno degli On. Europarlamentari Vincenzo Aita e Umberto Guidoni (Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica) che chiedevano l’intervento dell’esecutivo europeo in difesa di un patrimonio ambientale comunitario quale quello dell’Isola d’Ischia.
Ora non ci resta che attendere gli sviluppi della vicenda sperando che venga fatta piena luce su quanto accaduto la scorsa estate nel mare dell’Isola d’Ischia dove, ricordiamo, in seguito alla rottura di un cavo dell’Enel l’Agenzia Regionale per l’Ambiente Campania (Arpac) ha rilevato presenza di PCB (Policlorobifenili) sostanza tossico-cancerogena per ben 1860 volte superiore ai limiti consentiti dalla legge.
Gli Eurodeputati Aita e Guidoni scrivevano:
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3253/08
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla CommissioneOggetto: Disastro ambientale ad Ischia
Il 14 giugno 2007, è avvenuta la rottura di uno dei 4 cavi elettrici sottomarini ad alta tensione che costituiscono una linea elettrica che la società Enel spa mantiene, seppure mai autorizzata dalle competenti autorità italiane, tra Cuma, sulla costa della Campania, e Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. All’interno di ogni cavo c’è un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri.
La rottura del cavo Enel ha causato la dispersione di olio fluido in mare e su altre matrici biologiche, con relativo inquinamento da Policlorobifenili (PCB, il cui utilizzo peraltro è stato vietato dalle autorità italiane già nel 1984) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Alchil benzene–lineare (Idrocarburi Aromatici) dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e nell’ecosistema più importante del mar Mediterraneo indicato come “habitat prioritario” nell’allegato I della Direttiva Habitat (92/43/CEE), costituito dalle Praterie di Posidonia Oceanica.
Considerando il fatto che la zona toccata dalla dispersione di materie inquinanti è sito di interesse comunitario, non ritiene opportuno la Commissione intervenire in difesa di un patrimonio ambientale comunitario?
E la Commissione ha così risposto:
E-3253/08IT
Risposta di Stavros Dimas
a nome della Commissione
(30.7.2008)Il sito marino Natura 2000 “Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara” (codice IT8030010) è compreso nell’elenco dei siti di importanza comunitaria stilato in forza della direttiva Habitat [1], in particolare per la conservazione dei banchi di sabbia, delle praterie di posidonie e delle scogliere in esso presenti. Per il suo interesse ornitologico è stato inoltre classificato in Italia tra le zone di protezione speciale a norma della direttiva Uccelli [2]. L’Italia è pertanto tenuta, in conformità di queste due direttive, ad adoperarsi per garantire il mantenimento o il ripristino del valore di conservazione del sito.
Nel caso di specie potrebbe essere di applicazione anche la direttiva Responsabilità ambientale [3] : nell’eventualità in cui fosse arrecato un danno grave a specie e/o habitat naturali protetti (ad esempio in relazione al sito Natura 2000 “Fondali marini di Ischia, Procida e Vivara”) e qualora fosse possibile stabilire un comportamento doloso o colposo dell’operatore, si applicherebbe infatti l’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), di tale direttiva. Se così fosse, occorrerebbe adottare azioni di riparazione in conformità della direttiva Responsabilità ambientale.
La Commissione si metterà in contatto con le autorità italiane per verificare se la normativa comunitaria sia stata applicata correttamente nel caso di specie.
—-
[1] Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, GU L 206 del 22.7.1992.
[2] Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, GU L 103 del 25.4.1979.
[3] Direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, GU L 143 del 30.4.2004.
L’inquinamento marino dell’Isola d’Ischia arriva a Bruxelles – Gli Europarlamentari Aita e Guidoni interrogano la Commissione giugno 12, 2008
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Gli Europarlamentari Vincenzo Aita (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani)
INTERROGAZIONE SCRITTA E-3253/08
di Vincenzo Aita (GUE/NGL) e Umberto Guidoni (GUE/NGL)
alla CommissioneOggetto: Disastro ambientale ad Ischia
Il 14 giugno 2007, è avvenuta la rottura di uno dei 4 cavi elettrici sottomarini ad alta tensione che costituiscono una linea elettrica che la società Enel spa mantiene, seppure mai autorizzata dalle competenti autorità italiane, tra Cuma, sulla costa della Campania, e Lacco Ameno, sull’isola di Ischia. All’interno di ogni cavo c’è un canale riempito di olio in pressione, con una sezione di 18 millimetri.
La rottura del cavo Enel ha causato la dispersione di olio fluido in mare e su altre matrici biologiche, con relativo inquinamento da Policlorobifenili (PCB, il cui utilizzo peraltro è stato vietato dalle autorità italiane già nel 1984) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) Alchil benzene–lineare (Idrocarburi Aromatici) dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” e nell’ecosistema più importante del mar Mediterraneo indicato come “habitat prioritario” nell’allegato I della Direttiva Habitat (92/43/CEE), costituito dalle Praterie di Posidonia Oceanica.
Considerando il fatto che la zona toccata dalla dispersione di materie inquinanti è sito di interesse comunitario, non ritiene opportuno la Commissione intervenire in difesa di un patrimonio ambientale comunitario?
Mistero a Ischia maggio 10, 2008
Posted by Andrea D'Ambra in alta tensione, ambiente, area marina protetta, cavo elettrico, diossina, enel, francesca ghidini, generazione attiva, inquinamento, ischia, mare, marfella, mistero, olio, pcb, policlorobifenili, raitre, tgr mediterraneo.Tags: ischia
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Mistero a Ischia
di Francesca Ghidini (Rai)
Italia. A Ischia si rompe un cavo elettrico ad alta tensione, esce dell’olio sulla spiaggia e va a mare. Le analisi rivelano la presenza di policlorobifenili con valori superiori alla norma. Ma è giallo: non si riesce a dimostrare che l’inquinamento sia collegato al cavo elettrico.
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Ischia, un mare di guai (Inchiesta di Flavia Paone per Rainews24) aprile 1, 2008
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VIDEO
Ischia, un mare di guai
INQUINAMENTO ENEL DA PCB NEL MARE DELL’ISOLA D’ISCHIA: GENERAZIONE ATTIVA CHIEDE L’INTERVENTO EUROPEO dicembre 12, 2007
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Dopo le rilevazioni dell’Arpac che confermano un inquinamento 186 volte superiore alla norma
Ischia (NA) – 12 Dicembre 2007 — L’Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Cittadini e Consumatori Generazione Attiva ha inviato quest’oggi un’interrogazione alla Commissione Europea nella quale si espongono tutti i fatti accaduti con relazione all’inquinamento da policlorobifenili (PCB) in seguito alla rottura di cavi Enel a Lacco Ameno (NA) nel mare antistante le coste dell’Isola d’Ischia, e con la quale ha richiesto l’intervento di Bruxelles per porre fine al rischio ambientale tuttora esistente.
L’azione mutagena e cancerogena del policlorobifenile e’ fin troppo nota. I PCB sono tossici per il pesce e per la fauna acquatica in generale, persistono a lungo nell’ambiente e si accumulano nella catena dell’alimentazione (bio-accumulo). Hanno effetti tossici sull’uomo e su tutti gli esseri viventi afferma Andrea D’Ambra, Presidente di Generazione Attiva.
“Il silenzio delle Autorità preposte al controllo e alla tutela del nostro territorio è assordante“. Le rilevazioni dell’Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania (ARPAC) che confermano un inquinamento da Policlorobifenile 186 volte superiore alla norma avrebbero dovuto far scattare immediatamente l’intervento delle suddette autorità che invece latitano!! Tutto a danno della salute dell’ecosistema e della popolazione in quella che dovrebbe essere l’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” conclude D’Ambra.
GENERAZIONE ATTIVA
Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori










