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GENERAZIONE ATTIVA: “BENE INDAGINE ANTITRUST SU PREPAGATE” luglio 2, 2007

Posted by Andrea D'Ambra in antitrust, banche, carte, concorrenza, consumatori, generazione attiva, indagine, mediaset premium, mercato, postepay, prepagate, ricaricabili.
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Ischia (NA) – 2 Luglio 2007 – L’Associazione in difesa dei Consumatori “Generazione Attiva” accoglie con favore l’apertura da parte dell’Antitrust di un’indagine sulle carte prepagate.


Ciò dopo che la nostra associazione aveva inviato un proprio esposto nel quale si evidenziava la sospetta posizione dominante di Mediaset con le ricaricabili “Mediaset Premium” che inoltre conservano una scadenza.“Come rileva anche l’Antitrust il consumatore, anticipando il denaro per acquisto da effettuare in futuro, si pone in condizione di debolezza nella quale è ancora piu’ facile subire azioni di sopruso da parte delle aziende emittenti a cui le prepagate fanno capo” commenta Andrea D’Ambra.

Generazione Attiva chiede all’Authority Garante della Concorrenza e del Mercato di esaminare, oltre alle norme che fanno capo alla scadenza e al rimborso del credito residuo anche quelle aziende, come Poste Italiane con Postepay, che non hanno ancora eliminato i costi di ricarica, anomalia tutta italiana.

GENERAZIONE ATTIVA
Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Consumatori
www.generazioneattiva

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Commenti»

1. veditu - luglio 3, 2007

L’indagine avviata dall’AGCM è sacrosanta ma a mio avviso rischia di verificarsi un conflitto di competenze con l’AGCOM (non a caso in tema di cdr si era avviata una indagine congiunta).

Non capisco invece perchè considerare il “costo di ricarica” della Postepay una “anomalia tutta italiana”.
Il “costo di ricarica” condivide solamente il nome con il balzello che gravava le ricariche telefoniche. In verità si tratta del costo del servizio, paragonabile a quanto una banca ti chiede per effettuare un bonifico.

Se con una ricarica telefonica i miei soldi diventavano credito telefonica nel caso della Postepay i soldi rimangono soldi.

2. Andrea D'Ambra - luglio 3, 2007

“veditu” l’AGCM è l’Authority per il Mercato e il mercato comprende tutto, non solo le TLC.

In tema di costi di ricarica l’indagine era stata congiunta perché l’oggetto dell’indagine riguardava in particolare le ricariche telefoniche ma il contributo prioritario è arrivato dall’Antitrust (Agcm) e non dall’Agcom…

Quando esistevano ancora i cdr sui telefoni c’era gente che diceva lo stesso di quanto tu dici sulle postepay (“è il costo del servizio”)

Che servizio?!? E’ come se quando andassi a fare il pieno di benzina ti chiedessero 1 Euro per “costo di servizio”…

E’ un’anomalia tutta italiana mi dispiace ma è cosi

3. greg - luglio 3, 2007

non si può fare niente contro i messaggini di spam della TIM?

4. Andrea D'Ambra - luglio 3, 2007

Ci stiamo lavorando…. il problema è che non siamo l’Agcom sfortunatamente….

Iscriviti a Generazione Attiva mi raccomando ;-) http://www.generazioneattiva.it

5. veditu - luglio 3, 2007

l’agcm è l’autorità garante della concorrenza e del mercato.
con la legge istitutiva dell’agcom però le competenza in tema di tutela della concorrenza nel settore delle tlc sono state trasferite in capo all nascente autorità.

A mio avviso i cdr sulle ricariche e i “cdr” postepay sono profondamente diversi.
I cdr sulle ricariche era una modo per rendere le tariffe poco trasparenti (rinvio all’articolo sul “two part pricing” comparso su lavoce.info).
Esempio: da un lato ti dico che se invii gli sms con me costano 10centesimi, poi in verità se tu vuoi inviare quel messaggino tu devi ricaricare, e quando ricarichi io ci metto una cresta del 10-20%. morale: quel messaggino non ti costa 10cent ma 11 o 12cent.
Il costo di ricarica è un costo che si somma a un altro costo, ed è misura anticoncorrenziale perchè il consumatore di solito si “dimentica” della sua esistenza e quando deve valutare la convenienza dell’operatore confronta solo il costo “diretto” dell’sms (quello pubblicizzato), senza pensare a quel balzello indiretto.

Nel caso della postepay non è così: tu paghi 1euro per ricaricare e stop.
Poi hai la disponibilità delle somme ricaricate. Non vi sono problemi di “trasparenza tariffaria” o di “sottrazione alla concorrenza” di una parte del costo.
Quando io confronto la convenienza della postepay e delle altre carte prepagato tu andrai proprio a confrontare quelle commissioni. Quindi non ci sono effetti anticoncorrenziali.

IMHO questa è la risposta che potrebbe darti l’AGCM in seguito a una segnalazione che abbia ad oggetto le “commissioni di ricarica” postepay.

6. Andrea D'Ambra - luglio 3, 2007

veditu wrote:
“Nel caso della postepay non è così: tu paghi 1euro per ricaricare e stop.
Poi hai la disponibilità delle somme ricaricate. Non vi sono problemi di “trasparenza tariffaria” o di “sottrazione alla concorrenza” di una parte del costo.”

Lasciamolo dire all’Antitrust se mi permetti ;-)

Gli stessi de “lavoce.info” ritenevano giusti i costi di ricarica sui telefonini quindi….

7. veditu - luglio 3, 2007

quelli di lavoce.info hanno dato una loro argomentazione articolate (che può essere condivisa o meno e io non la condivido), ma hanno spiegato in modo perfetto quale è il problema del “two part pricing”.

Per il resto sono d’accordo, vediamo cosa ne dirà l’Autorità.
Segnalo solo una differenza tra le due situazioni: con i cdr della telefonia non sapevi esattamente quanto spendevi (ti dicevano 10centesimi e in realtà ne spendevi 11 o 12); con i cdr della postepay no.

Vedi, anche l’esempio che hai fatto (quello della benzina) non c’entra perchè anche in quel caso saresti danneggiato dal non conoscere esattamente il prezzo al litro della benzina (sulla pompa leggi 1,30 al litro e poi in verità ne spendi 1,40).
Con postepay non è così perchè tu paghi 1 euro di commissione e poi i soldi li puoi usare e spendere con chi vuoi.

In attesa che l’autorità intervenga (se interverrà sulla postepay) se hai tempo sarei interessato a conoscere la tua argomentazione.

8. Andrea - luglio 5, 2007

Considero l’indagine congiunta dell’Antitrust-Agcom molto più interessante ed articolata nonché approfondita di un articolo da parte di personaggi la cui indipendenza considero molto dubbia.

9. Lorenzo - luglio 10, 2007

Beh se un magistrato ha disposto il sequestro evidentemente c’erano i presupposti per farlo.. Non gridiamo sempre “Al Lupo! Al Lupo!” come se tutto ciò che accadesse intorno a noi fosse la premeditazione di complotti a discapito della libertà di informazione o l’arcano progetto di qualche scellerato furbetto. Il sequestro al quale è stato sottoposto il sito ha uno scopo conservativo in virtù delle indagini che saranno svolte. Se finirà con un nulla di fatto, il sito tornerà on.line senza ritardi.. O vogliamo fare il giochetto di Silvio che ogni volta che è indagato grida al complotto?!? Facciamo si che la magistratura faccia il suo corso e che vengano accertati i fatti nella sua completezza.

10. Cazzulo Innocenzo - luglio 10, 2007

TESTO INVIATO per email il 29 giugno e per raccomandata postale il 30 giugno 2007 a Mediaset/ RTI /Servizio Clienti Mediaset Premium.
Sono titolare della tessera Mediaset Premium 04 1539 1543 43 che scadrà il 30 giugno 2007.
Ho acquistato una ricarica da 40 Euro, attivata il 27 aprile 2007 ma non ancora spesa, in quanto a quella data avevo ancora un credito residuo, che ho mantenuto a tutt’oggi (il mio credito attuale è infatti di 45 Euro).
Sulla ricarica (1844 5566 9217 4091), tuttora a mie mani, sta scritto: “la presente ricarica è valida fino al 31 ottobre 2008”.
Ritengo di avere diritto di utilizzare quantomeno il credito di 40 Euro della ricarica acquistata il 27 di aprile ultimo scorso e valida fino al 31 ottobre 2008, anche dopo il 30 giugno 2007.
D’altra parte, non mi pare giusto perdere l’intero valore di una ricarica attivata appena due mesi addietro, acquistata con l’aspettativa di un’offerta di programmi di interesse che, in tale breve lasso di tempo, non ho riscontrato.

11. innocenzo44 - settembre 29, 2008

Ecco quanto ho replicato a Mediaset con raccomandata in data 24 novembre 2007, ho replicato a Mediaset la quale, rispondendo a mia precedente lettera, mi ha negato ogni diritto al rimborso.

Ritengo di avere tuttora diritto al rimborso di un credito per una tessera “valida fino al 31 ottobre 2008″ che non ho mai potuto utilizzare.

“Premesso:

– che sono titolare della tessera Mediaset Premium (04 1539 1543 43) “scaduta” il 30 giugno 2007;

– che al 27 aprile 2007 avevo un credito di € 5,00;

– che lo stesso 27 aprile ho “attivato” una ricarica di € 40,00 (1844 5566 9217 4091), acquistata il giorno prima, con su scritto: “la presente ricarica è valida fino al 31 ottobre 2008”;

– che, non avendo riscontrato un’offerta di programmi di interesse, sono pervenuto al 30 giugno 2007 con un credito complessivo di € 45,00, che mi è stato interamente “azzerato”;

– che con mia del 30 giugno 2007 ho chiesto che mi venga riconosciuto quantomeno il credito di 40 euro, corrispondente alla ricarica “valida fino al 31 ottobre 2008”, che non ho assolutamente speso;

– che il vostro Servizio Clienti mi ha risposto con una lettera datata 7 novembre 2007 respingendo ogni mia richiesta,

osservo:

A) Nell’acquistare una ricarica “valida fino al 31 ottobre 2008”, qualunque persona di normale intelligenza poteva essere indotta a ritenere, in difetto peraltro di specifiche avvertenze contrarie, di poterne usufruire fino al 31 ottobre 2008, indipendentemente dal “supporto” di “carica”, anche perché trattasi di acquisto effettuato il 26 aprile 2007, in vigenza del DL 31 gennaio 2007 n. 7, convertito nella L. n. 40 del 2 aprile successivo.

Che si tratti di acquisto soggetto alla nuova normativa è confermato dalla scritta riportata sulla ricarica: “valore credito 37 euro, costo ricarica 3 euro”, mentre l’accredito effettivo, in riforma ope legis delle “condizioni generali del servizio”, è stato, correttamente, di euro 40.

B) La vostra pubblicità, laddove proclama “… e paghi soltanto quello che vedi…” evidentemente tralascia un particolare non di poco conto, dal momento che voi pretendereste di “azzerare” qualunque credito, senza limite di importo, anche se costituito soltanto un giorno o un minuto o un secondo prima del 1 luglio 2007.

Se la vostra pretesa è lecita, qualcuno potrebbe ritrovarsi, oggi, ad aver pagato anche somme considerevoli senza aver visto nulla ed in ogni caso nessun utente sarebbe stato in grado di conoscere il costo effettivo di quello che stava vedendo, se non dopo il 30 giugno 2007.

C) E se poi, a quanto si legge, il “trasferimento” del credito “è stato introdotto per tutti i supporti con scadenza al 30 giugno 2008 o successiva”, ciò rende ancor più intollerabile il trattamento che intendete riservare ai clienti più vecchi, coloro ai quali adesso chiedete di “riconfermare la fiducia”.

A quel che vedo in TV, sul web, sulla stampa, esiste una folta ed agguerrita schiera di scontenti e di organizzazioni che li sostengono, nonostante le vostre “iniziative di comunicazione” e la “documentazione informativa e contrattuale” che dovrebbe suffragare “univocamente” le vostre tesi ed indurre ad una soddisfatta …rassegnazione.

Non essendo esperto di strategie commerciali, mi sfugge l’utilità di questo braccio di forza instaurato con vostri clienti, tanto sotto il profilo dell’immagine quanto sotto quello economico.

Ad esempio, da parte mia il vostro Gruppo ha conseguito un minore introito già ad oggi superiore all’importo che mi è stato “azzerato”, dal momento che ho rinunciato a vedere le partite di calcio della mia squadra su Mediaset Premium, non ho acquistato una nuova tessera né, allo stato attuale, intendo acquistarla.

Vi invito a restituirmi una ricarica da euro 40, valida fino al 31 ottobre 2008, ovvero a restituirmi direttamente detto importo, fatto salvo ogni mio diritto per i 5 euro residui.

In difetto di che, trascorsi trenta giorni dalla data della presente, mi riservo di agire in tutte le sedi opportune”.


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